La storia

Alice Palmiotto, a Nassiriya per ridare il sorriso ai bambini iracheni

Il racconto della volontaria giovinazzese in missione medica con “Emergenza Sorrisi”

Attualità
Giovinazzo venerdì 03 marzo 2017
di Nicola Palmiotto
Alice Palmiotto, al centro, durante la missione di volontariato in Iraq © Nc

Una settimana da volontaria a Nassiryia nel sud dell’Iraq per operare 77 pazienti, soprattutto bambini, vittime di malformazioni al volto. Alice Palmiotto, 30enne specializzanda in chirurgia maxillo facciale al “Miulli” di Acquaviva, è tornata da qualche giorno dalla missione in Iraq con la Ong “Emergenza Sorrisi” ma vorrebbe già ripartire. «È un’esperienza che ti mette alla prova da tanti punti di vista, ma sono pronta a ripartire per la prossima missione».

“Emergenza Sorrisi” da circa 15 anni si occupa di bambini affetti da labbro leporino e palatoschisi, ma anche esiti di ustioni, traumi di guerra, cataratte e altre patologie invalidanti nei Paesi in Via di Sviluppo. «Il mio professore, Roberto Cortelazzi, è il capoarea del sud dell’Ong – spiega Alice-. Lui fa queste missioni da sempre è andato ovunque nel mondo. Ogni tanto c’è la possibilità per uno specializzando di partecipare. Quest’anno è stata la mia prima volta, ma spero non l’ultima. Eravamo 11 persone tra chirurghi, anestesisti, infermieri ed una specializzanda in pediatria, guidati da Francesca Pacelli».

«Quando andava via la luce continuavamo ad operare con la luce dei telefoni»

Compiere missioni del genere significa però affrontare turni massacranti e superare disagi quotidiani. «Siamo partiti il 16 febbraio – racconta la specializzanda-. Siamo arrivati a Nassiriya alle 13 del giorno dopo: alle 14 eravamo in ospedale. Sulla lista avevamo 189 pazienti da visitare ma ne avremo visti molti di più. In una settimana abbiamo operato 77 persone, la maggior parte erano bambini dai 4 ai 10 mesi. In genere si trattava di labbro leporino, palatoschisi, e altre malformazioni come angiomi, ma c’erano anche molti ustionati. Lavoravamo circa 12 ore dalla mattina alla sera. Ogni tanto andava via la luce per qualche minuto ma si continuava con la luce dei telefoni cellulari».

Al netto della fatica resta però la bellezza dell’esperienza in sé: «È stata stupefacente – afferma Alice-. Sia perché siamo andati in un luogo molto diverso culturalmente, ma anche dal punto di vista professionale. È diverso dalla vita in ospedale, c’è molto spirito di collaborazione, anche non conoscendoci si è creato un bellissimo legame tra di noi. Spero di avere l’opportunità di continuare a fare questo tipo di esperienze, perché ti arricchiscono tanto, ed è una prova per te stesso».

Tutto ciò in un luogo che evoca tristissimi ricordi per noi italiani: «Eravamo scortati ovunque, ci consigliavano di fare attenzione, ci sono militari ovunque e si vede il degrado post bellico. Gli iracheni però forse sono troppo caotici, ma sono disponibili e molto generosi», aggiunge.

Dopo Francesco Cantatore ecco un'altra ragazza giovinazzese impegnata in una missione di volontariato all’estero. «Non so se è una tendenza, magari lo fosse – sospira Alice-. A me piace viaggiare, conoscere, avere nuove sfide lo faccio e Francesco è uguale a me».

Emergenza Sorrisi

Cliccando qui è possibile sostenere "Emergenza Sorrisi" in tutte le missioni che compie in giro per il mondo, donando una somma o devolvendo il 5x1000,

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I commenti degli utenti
  • lucio palmiotto ha scritto il 03 marzo 2017 alle 12:44 :

    segui sempre il tuo istinto e la tua passione e vivi per i tuoi sogni,ti ammiro anche per il coraggio delle tue azioni e sono orgoglioso di te. Rispondi a lucio palmiotto

  • Francesca Logrieco ha scritto il 03 marzo 2017 alle 13:15 :

    Brava Alice , siamo orgogliosi di te che fai parte della nostra famiglia. Francesca Rispondi a Francesca Logrieco

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