Aforismi di Salvator Rosa (Napoli 1615- Roma 1673), poeta, pittore, attore, ribelle

a cura di Franco Martini Poesie antivirali
Giovinazzo - mercoledì 15 dicembre 2021
La biblioteca di Castel Lancelotti (Av)
La biblioteca di Castel Lancelotti (Av) © Archivio Mino Ciocia

A chi nulla desia soverchia il poco.

Veggio il ben, nulla godo, e spero assai,
si  muta il mondo, ed io non vario mai.

 Poco mi giova aver costanza o fede:
per me fortuna avara
parla muta, ode sorda e cieca vede.

 Quel che aborriscon vivo, aman dipinto.

 Ciò che si presume, facilmente si crede.

 Non v’è ragione che non ve ne sia una contraria.

A che di libri può crescere lo stuolo?!
Purché insegnasse a vivere e morire,                             
soverchierebbe al mondo un libro
 solo.

Raro è quel libro, che non sia un centone
di cose a questo e quel tolte e rapite
sotto il pretesto dell'imitazione.


L'adulatore è come l'ombra la quale non ti ama e pur ti segue. 

Non può sputar dolce chi ha fiele in bocca.

A un impiccando il suo confessore gli disse: «Questa mattina cenerai con Nostro Signore». Gli rispose: «Andateci pur voi perché io diggiuno!»

Canti ognun ciò che vuol, scriva o dipinga,
ch'io non vuo' dirizzar le gambe a i cani.

 

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