Sonetti di Carlo Porta, un prolifico poeta satirico del primo Ottocento (parte terza)

a cura di Franco Martini Poesie antivirali
Giovinazzo - mercoledì 01 settembre 2021
Insetti su fiori
Insetti su fiori © Archivio Mino Ciocia

     Scimes, pures, bordocch, cent pee, tavan,           
camol, mosch, pappatás, vesp, galavron,             
formigh, zanzar, scigad, vermen, scorpion,          
consolev che l’estaa l’è pocch lontan.                    
     Pover bestiolitt! Pover badán!                              
Mordinn, sciscienn, secchenn, che sii patron,         
caghenn in suj pitanz, in sul muson,                     
crìbbienn i pagn, i frutt, la carna, el gran.             
     Fee pur quell che ve pias, car bestiolitt,                            
chè el manch che possem fa per i vost meret       
l’è quell de lassav scoeúd tùtt i petìtt.                  
     Inscì magara ve vegniss a tàj                                           
de andà a quarter d’inverna in del preteret          
de chi loda l’estaa coj soeu regaj.                       

Traduzione di Franco Martini

    Cimici, pulci, scarafaggi, millepiedi, tafani,
tarme, mosche, pappataci, vespe, calabroni,
formiche, zanzare, cicale, vermi, scorpioni,
rallegratevi che l’estate è poco lontana.  
    Povere bestioline! Povere creaturine!  
Mordeteci, succhiateci, tormentateci: siete le padrone,
cacateci sui cibi, in faccia, 
crivellateci i vestiti, i frutti, la carne, il grano.
    Fate pure quel che vi piace, care bestioline,
chè il meno che possiam fare per i vostri meriti
è quello di lasciarvi soddisfare tutti i capricci.
    Magari vi venisse mai l’idea
di andare al quartiere d’inverno, nel sedere
di chi loda l’estate coi suoi regali…!

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