Il distratto (L’umorismo surreale di Ettore PETROLINI)

a cura di Franco Martini Poesie antivirali
Giovinazzo - giovedì 15 luglio 2021
Dance of time (Salvador Dalì)
Dance of time (Salvador Dalì) © Archivio Mino Ciocia

I.

Signori, arrivederci!... Buon giorno… Buona sera!
Domando mille scuse se giungo a tarda sera.
La colpa non è mia: mi accadde un incidente
che non accade mai… che accade assai sovente:
esco di casa verso le quattro… no, le sei…
le sette…, per un fatto…- via, per i fatti miei…
Avevo degli affari! No, un affare solo,
no! Due…, no! Tre…, no! Quattro… Non lo ricordo a volo,
ma posso assicurarvi,  in modo incontrastabile
che, essendo affari  miei, certo…non vi riguardano!
Appena sono uscito, voltando a mano destra,
mi sono accorto ch’ero…seduto alla finestra!
Infatti in quell’istante, passava un tale che,
per troppa somiglianza, l’avea creduto…me!

 II.

Che splendida veduta c’è alla finestra mia!
Un dolce panorama che ispira la poesia.
Peccato che di fronte c’è un muro alto così,
che non lascia veder neppure se è notte o dì!
Intanto una gran folla, riunitasi, guardava,
col naso in su, nell’aria qualcosa che passava.
Alzando anch’io lo sguardo, ho scorto un aereoplano
che, con un vol
plané, scendeva piano piano.
La gente aumentava, guardavan tutti su,
ma io l’aereoplano non lo vedevo più.
A un tratto, oh Dio!, mi sento nell’aria trasportato,
senza saper che diamine mi fosse capitato.
Guardate che distratto! Passando l’aereoplano,
credendolo un uccello, l’avevo.. preso… in mano!

 III.

L’ultima sera in cui v’è stato un temporale,
mi ritirai di fretta, ché mi sentivo male:
Entro nella mia stanza, deposito l’ombrello…
nel letto, ed io mi pongo, ahimè, nel portaombrello!
Immaginate un poco come passai la notte!
Vi giuro che al mattino avevo le ossa rotte.
Intanto, sicurissimo che stessi dentro il letto,
pensai: “Bisogna alzarmi, ormai, perché è tardetto”.
E, visto che l’ombrello non si svegliava mai,
“Ehi, Petrolini, svegliati!”, gli dissi, “Che cos’hai?”.
Infine mi strappai fin l’ultimo capello,
per la disperazione, credendomi un ombrello!
Perciò, come vedete, accade in tal maniera
che…- cosa dicevo? – ah, giusto: Buonasera!

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