Dante a Guido Cavalcanti

a cura di Franco Martini Poesie antivirali
Giovinazzo - giovedì 18 giugno 2020
vele in mare
vele in mare © Nc

Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio,

sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ’l disio.

E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:

e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi

Parafrasi

Guido, io vorrei che tu, Lapo (Gianni) ed io fossimo presi da un incantesimo e messi in un vascello che, da qualunque vento fosse spinto, andasse in mare secondo i vostri e i miei desideri, cosicché né il fortunale [vento tempestoso] né altro tempo sfavorevole ci potesse fare da ostacolo, anzi, vivendo sempre in un’unica medesima volontà, crescesse il desiderio di stare insieme. E (vorrei) anche che il benevolo incantatore [forse il mago Merlino] ponesse con noi monna Vanna e monna Lagia con quell’altra che si trova al trentesimo posto [nell’elenco delle più belle donne di Firenze]: e qui [sul vascello] parlare sempre d’amore, e che ciascuna di loro fosse contenta, così come credo che saremmo noi.

Amicizia, viaggio, magia, amore, gioco, poesia: un’intera civiltà in un breve componimento (sonetto), agli albori della Letteratura italiana.

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