Il Cammino di Santiago, storia, informazioni e consigli utili

Il motivo principale per farlo? La spiritualità: si è costretti a convivere con l’essenziale, trascorrendo molto tempo da soli con se stessi e con il peso dei problemi

Annalisa De Chirico I viaggi di Liz
Giovinazzo - sabato 13 aprile 2019
Il Cammino di Santiago
Il Cammino di Santiago © I viaggi di Liz

Tanta gente, al ritorno dal mio Cammino di Santiago, mi ha chiesto informazioni e consigli utili per partire. Ma non tutti hanno ben chiaro che cosa sia realmente il cammino. Il Cammino di Santiago è una delle vie di peregrinazione più importanti della storia, tanto che Santiago è considerata la terza città santa per cristianità dopo Gerusalemme e Roma. In questo articolo cercherò di parlarvi riassuntivamente del Cammino di Santiago.

La storia

La storia del Cammino di risale all’epoca apostolica. Si narra che dopo la morte e la resurrezione di Gesù, i discepoli si fossero recati ad evangelizzare “fino ai confini della Terra”. Tra questi vi era San Giacomo, che da Gerusalemme si recò in Spagna, precisamente in Galizia. Tornato in Palestina, per ordine del re Agrippa fu decapitato. I suoi discepoli decisero di riportare il corpo nuovamente in Galizia, per seppellirlo in un bosco.

Con il tempo si perse qualsiasi traccia di quel luogo di sepoltura, fino all’813, anno in cui ci si accorse che le stelle illuminavano un punto preciso nel bosco. Era il luogo in cui scoprirono una tomba con tre corpi, su uno dei quali era riportata una scritta: “Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé”. Fu costruita una chiesa sul luogo del Sepolcro, accolta poi dalla cittadina di Santiago di Compostela. Si narra che il nome Compostela derivi da Campus Stellae (campo stellato).

Quante strade portano a Santiago?

Il Cammino di Santiago può iniziare da diverse località, ognuna delle quali collegata ad un cammino che si conclude a Santiago ed, eventualmente, a Finisterre. Quanti cammini ci sono? Tanti.

Il Camino Frances è quello classico. Lungo 790 Km, parte da Saint Jean Pied de Port, in Francia, e attraversa i Pirenei.

Il Cammino del Norte è lungo circa 815 Km e segue tutta la costa atlantica settentrionale spagnola, partendo da Irun.

La Ruta de la Plata parte da Siviglia ed è lungo circa 705 Km.

Il Cammino portoghese parte da Lisbona ed è lungo circa 620 Km (è quello che ho percorso io).

Il Camino primitivo parte da Oviedo, è il più montuoso e attraversa tutta la Cordigliera Cantarbica per 270 Km.

Il Camino Ingles parte da Ferròl e percorre circa 155 Km.

La maggior parte dei pellegrini, una volta arrivata a Santiago, decide di continuare per Finisterre, “la fine della Terra”, una spiaggia che sprofonda nell’Oceano. La leggenda vuole che qui si bruci qualcosa che lega il pellegrino al passato o all’approccio con la sua vecchia vita.

Religione o spiritualità?

La maggior parte dei pellegrini non intraprende il Cammino di Santiago per religione o per devozione a San Giacomo. Il motivo principale per cui viene percorso è la spiritualità.

Difatti il Cammino di Santiago mette tutti i pellegrini in una condizione di uguaglianza e parità, in un clima solidale e di fratellanza, in una situazione in cui si è costretti a convivere con l’essenziale, trascorrendo molto tempo da soli con se stessi e con il peso dei problemi.

Quale allenamento seguire? Cosa mettere nello zaino?

Possono percorrere il Cammino di Santiago tutti quanti. L’allenamento fisico è comunque secondario a quello spirituale. La preparazione fisica è a discrezione del pellegrino, in base anche al tipo di percorso che si sceglie e alla lunghezza delle tappe. Di solito, è consigliato iniziare ad allenarsi almeno due / tre mesi prima, camminando spesso e misurando la propria media oraria. In genere, il pellegrino porta una media di 4 Km/h.

Nel preparare lo zaino, bisogna costantemente chiedersi se ogni cosa sia utile, necessaria o indispensabile. Le cose utili bisogna scartarle. Le cose necessarie bisogna selezionarle. Le cose indispensabili bisogna caricarle. E’ buona regola percorrere il cammino con uno zaino che abbia il 10% del proprio peso corporeo.

Dove mangiare e dormire? Quanto si spende?

Il Cammino di Santiago attraversa paesi e paesini, dunque a pranzo non si rimane mai digiuni, seppur mangiando qualcosa nei supermarket. Per la sera, invece, molti ostelli organizzano la “cena delle Nazioni“.

Tutti i pellegrini pagano un piccolo contributo in viveri per poter partecipare. Si crea un’atmosfera amichevole e di fratellanza, si cucina, si cena e si parla tutti insieme, in tutte le lingue del mondo. Una vera e propria festa!

Per dormire, sul Cammino la vera regola è non prenotare nulla. Tutto è lasciato al caso. Sui vari sentieri sono presenti gli albergues ossia gli ostelli gestiti dagli hospitaleros. I prezzi sono veramente irrisori: alcuni albergues sono addirittura donativi, ossia richiedono una quota a piacere. In ogni albergue è consentito restare una sola notte, fatta eccezione per alcuni casi. Ricordate: i pellegrini a piedi hanno sempre la precedenza sui ciclisti! Ogni albergue è dotato di tantissimi posti letto (il più delle volte a castello), connessione internet gratuita, docce calde, cucina e servizio lavanderia. In alcuni tratti del Cammino inoltre, gli albergues non sono presenti, ma ci sono delle comode pensioni in cui la quota è di circa 20/25 euro a testa. Se si sceglie di dormire negli ostelli, comprare i tappi per le orecchie è buona regola: le notti insonni sono molto frequenti, a causa dei “russatori”!

La credenziale

La Credenziale è un documento nominativo che bisogna richiedere prima della partenza per il Cammino. Il pellegrino, ad ogni albergue, deve ricordare di farsi timbrare la Credenziale. Una volta arrivati alla Cattedrale di Santiago, vi è un ufficio dove se si son percorsi 100km almeno, si riceve la Compostela, un documento scritto in latino che attesta l’avvenuto pellegrinaggio.

La conchiglia e l’ Ultreya

Il simbolo del Cammino di Santiago è la conchiglia (o concha): gli antichi pellegrini terminavano il loro pellegrinaggio a Finisterrae, detta “la fine della Terra” dove, sulle spiagge, si trovano tante di queste conchiglie.

Anticamente, i pellegrini portavano a casa le conchiglie come testimonianza dell’avvenuto pellegrinaggio. E, infine, ULTREYA: è il motto del pellegrino per iniziare la giornata ed il suo percorso, una parola con cui tutti i pellegrini si augurano buon cammino e si danno forza.

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