Dalla Russia con amore. A Giovinazzo si tesse con la Tkachestvo russkoe

Una masterclass sul metodo tradizionale per confezionare tappeti e arazzi grazie al recupero di vecchi abiti. Quando l'arte diventa scambio interculturale

Annalisa De Chirico I viaggi di Liz
Giovinazzo - sabato 09 febbraio 2019
Lubov Voronina
Lubov Voronina © I viaggi di Liz

Un evento insolito, originale, diverso, addirittura in anteprima nazionale, quello a cui ho avuto il piacere di partecipare lo scorso 13 gennaio, nella prestigiosa cornice del Palazzo Morola, storico edificio del XIV secolo nel centro storico di Giovinazzo. Si trattava della prima masterclass di tessitura russa, “Tkachestvo russkoe”, un momento di scambio interculturale organizzato dalla Pro Loco di Giovinazzo e dall’associazione “Porta d’Oriente: Libero Sviluppo Mediterraneo” e tenutosi a cura di Lubov Voronina, una dolce signora dai capelli dorati di nazionalità russa.

Con la maestria di chi al telaio ci lavora da anni, e con il sorriso sulle labbra, Lubov (che in italiano significa “amore”) spiegava e mostrava al nutrito pubblico l’arte di tessere tappeti e arazzi semplicemente grazie al recupero di vecchi abiti, tende, asciugamani, federe, lenzuola e qualsiasi tessuto non più utilizzato nella vita quotidiana.

Mentre le sue mani lavoravano abili, Lubov spiegava che i tappeti e gli arazzi ottenuti dalla lavorazione al telaio in Russia avevano principalmente due funzioni: anzitutto fungevano come ricordo di un familiare defunto, essendo stati ricavati dagli abiti di quest’ultimo; la seconda funzione era quella di posizionarci su i bebè: oltre a costituire una superficie calda dove giacere, i bebè avrebbero potuto giocherellare con i fili avanzanti dalla tessitura che fuoriuscivano dal tappeto.

Una masterclass interattiva, dove ognuno ha poi potuto tagliare pezzi di tessuto e mettersi alla prova con il telaio, creando. Il risultato finale? Un prezioso oggetto di arredamento handmade, bello da guardare e da far guardare. La passione di Lubov è stata tale da creare, nella sua patria, progetti di tessitura russa sia con i bambini che con i ragazzi disabili, concentrando arte e abilità e tramandando, nel contempo, una cultura che lentamente tende a scomparire.

L’arte come scambio interculturale, l’arte come passione e terapia: un evento, quello di ieri, che ha avuto un gran successo e che testimonia come Giovinazzo (ed i giovinazzesi) siano sempre più propensi ad aprire gli orizzonti e mettersi in gioco.

Altri articoli
Gli articoli più letti