Annalisa De Chirico I viaggi di Liz Leggi tutti gli articoli

La Rubrica

Appunti, racconti, curiosità, eventi e diari di viaggio, da Giovinazzo e dal mondo. La rubrica curata da Annalisa, fondatrice e blogger per il Travel Blog "I viaggi di Liz"

L'Autore

Mi chiamo Annalisa, ho un cuore zingaro, un aereo tatuato sulla pelle ed un fedelissimo compagno di viaggio, nonché mia costante casa itinerante: il mio zaino. Viaggio come e quando posso. Ho fame d’avventura e sete di libertà, e nonostante la spietata voglia di andare, amo la mia Puglia con cui ho un legame indissolubile. Nel mio Travel Blog (iviaggidiliz.it) c'è il diario di bordo dove appunto, scrivo e trascrivo i miei racconti di viaggio, le mie esperienze, i miei consigli nei vari posti di Mondo che ho vissuto.

Sono un’operatrice dei Servizi Turistici, web writer e content creator, aspirante giornalista pubblicista, e radio speaker per una radio web locale dove conduco le mie rubriche di viaggio. Collaboro con gli enti turistici, con aziende del settore terziario riconducibili al tema viaggio in tutte le sue sfaccettature, con le agenzie di comunicazione e marketing turistico e con strutture ricettive o di ristorazione che rispecchino l’etica del mio blog, incentrata prevalentemente sul rispetto dell’ambiente e del territorio e sulla conoscenza dell’anima pura e autentica di un luogo.

Amo immergermi in un luogo vivendo un’esperienza sensoriale completa: arte, storia, sapori, colori e profumi sono il mio nettare. Ho ereditato questo gene da mia nonna, ultraottantenne vedova e abituale viaggiatrice, progenitrice di un’Arte pura che mi scorre nelle vene: il culto del viaggio. Avevo ancora pochi anni e poca consapevolezza quando iniziai a familiarizzare con Matrioske russe smontabili che si contenevano a loro volta, Klompen olandesi di legno colorati e con la punta all’insù, quadrifogli verdeggianti del cuore d’Irlanda e minuscole ballerine dagli abiti strani, dai Dervisci al Flamenco, al Sirtaki, a cartoline di Azulejos portoghesi e di minareti altissimi a dominare gli orizzonti grigio piombo di Istanbul. E mi abbuffavo con chilogrammi di cioccolata proveniente dalle altitudini svizzere e dalle Fiandre, leggevo programmi e guide di viaggio e mi divertivo a pronunciare gli strani nomi che leggevo, Tallin, Vilnius, Liechtenstein, Helsinki, Reykjavik.

Se mi chiedessero qual è il mio luogo del cuore, risponderei che non esiste una meta più bella di tutte. Ho visto la bellezza ovunque. Nel Sole di mezzanotte, seduta in riva ad un lago nei boschi della Svezia. Sulla roccia a picco sul fiordo, dopo 24 chilometri di scalata in Norvegia. Negli occhi di un bambino del Laos che mi chiedeva caramelle. Nei forti odori e nei sapori speziati nelle tajine del Marocco, nei coloratissimi tappeti turchi e nei lampadari del Gran Bazaar di Istanbul; in una Cuba autentica, fatta di sigari e caffè, degustando il Rhum a ritmo di salsa. In una metropolitana, grigia e frettolosa Londra, nelle strade fatte di acqua tra Amsterdam e Venezia, in quegli occhi a mandorla così profondi, e così piccoli, un po’ perché orientali, un po’ perché la Thailandia è la Terra del Sorriso, e quando si sorride si strizzano gli occhi. In un saliscendi di tram gialli nel cuore di Lisbona, in quei vicoli così stretti che poi si aprono in una balconata sull’Oceano. Nei boschi della Galizia percorrendo il Cammino di Santiago. Ho visto la bellezza anche negli anfratti più nascosti di una contraddittoria Napoli. O sui treni sgangherati marocchini, sulle pericolosissime strade albanesi del Passo del Llogara. Nei caldi sapori delle zuppe dell’Est.

Il Mondo ti rapisce l’anima, te la mescola, te la intruglia e quando torni da un viaggio rimani lì, a guardarti. Confuso, perché non sei più lo stesso.

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