Consiglio comunale

Sono sempre le donne ad essere sacrificate nella giunta Depalma

La nota di Primavera alternativa. Il Pd: «Nella maggioranza c’è confusione»

Politica
Giovinazzo martedì 01 dicembre 2020
di La Redazione
Il Comune di Giovinazzo
Il Comune di Giovinazzo © GiovinazzoLive.it

Ufficializzata in consiglio comunale la nomina dell’assessore Natalie Marzella a cui sono affidatele deleghe alla Protezione Civile, alla Digitalizzazione, alle Partecipate comunali e alle Politiche giovanili. Contemporaneamente c’è stato l’ingresso di Vito Favuzzi nella massima assise cittadina che, in qualità di primo dei non eletti nella lista di Città del Sole, va a surrogare la stessa Marzella, in quanto parte dello stesso movimento politico. Una nomina e una surroga che è stata salutata favorevolmente da tutto il consiglio comunale, ma è stata anche l’occasione per Primavera Alternativa per sottolineare come sia consuetudine per l’amministrazione guidata dal Sindaco Tommaso Depalma, «sacrificare» la componente femminile della giunta. «Roba da Guinness dei primati, di cui però certamente non c’è da andar fieri – scrive Pva in una nota - Ci troviamo dinanzi ad una vera e propria tragicomica farsa. Ed infatti, lo sanno anche i muri della città che questo ennesimo rimpasto ha sostanzialmente due origini, entrambe taciute e tenute nascoste alla città. La prima è la incomprensibile “sfiducia” del gruppo misto del consigliere Lasorsa nei confronti della ex assessora Colaluce. Caso politico, questo, chiuso frettolosamente, “costringendo” alle dimissioni la povera malcapitata assessora. Un virus, quello delle dimissioni, che nell’esecutivo Depalma -Sollecito, a cadenza semestrale, colpisce solo assessori di sesso femminile (in ordine cronologico: Sala, Vacca, Discioscia, Colaluce, per non dimenticare il mancato rinnovo dell’incarico assessorile alla Paladino). La seconda è tutta interna al Gruppo politico di Iniziativa Democratica, dei consiglieri Paladino e Spadavecchia e dell’assessore Stallone». Come spiega Pva, tutto trarrebbe origine dalle scelte che le varie componenti politiche presenti nella maggioranza, hanno perpetrato appoggiando candidati al Consiglio regionale presenti in formazioni contrapposte. «È accaduto – scrive Pva - che l’assessore Stallone, nell’infausto tentativo di ergersi a nuovo padre nobile del centro-destra giovinazzese, alle elezioni regionali, abbia deciso di appoggiare il candidato presidente Raffaele Fitto ed il consigliere Tammacco. Una scelta sgradita al suo gruppo consigliare, posto che Iniziativa Democratica sosteneva convintamente il candidato presidente di centro-sinistra Emiliano ed il candidato Alfonsino Pisicchio». L’aggravante, secondo Pva, sarebbe nella scelta di Fitto di scegliere il Parlamento europeo dopo la sconfitta elettorale, piuttosto che il parlamentino regionale. «I consiglieri di Iniziativa Democratica – si legge ancora nella nota – hanno chiesto a gran voce (ed anche per iscritto) le dimissioni dell’assessore Stallone. Ma qui la situazione si imballa. Perché Stallone è un assessore maschio. Non è mica una assessora che si può costringere alle dimissioni come se nulla fosse. Perché se è facile cambiare cinque assessore-donna in tre anni e mezzo, diventa un’impresa costringere invece alle dimissioni un assessore-uomo, per di più assessore da 8 anni e mezzo. Eppure non sarebbe difficile visti i tanti fallimenti in campo urbanistico». I riferimenti sono ai tanti provvedimenti partiti e mai arrivati in fondo, o come per la C3, annullati da una sentenza del Consiglio di Stato. «Stallone non molla – sottolinea Pva – resta al suo posto. Vista la “mala parata”, ci si aspetterebbe che fosse il gruppo consiliare di Iniziativa Democratica a pretendere un nuovo assessore di riferimento. Ma così non è. Perché anche questa, come tutte le sceneggiate che si rispettino, ha il suo finale a sorpresa. Accade infatti che come nuova assessora sia nominata la capogruppo di Giovinazzo Città del Sole, Natalie Marzella, e non una esponente di Iniziativa Democratica». In consiglio ritorna quindi Vito Favuzzi. Pva fa gli auguri a consigliere «sperando – sottolinea però - che possa riportare in una maggioranza sempre più spostata a destra, una ventata di progressismo. Anche se il collega Favuzzi ci consentirà di avanzare qualche riserva, visto che qualche anno fa si rese artefice dell’operazione che traghettò nella prima amministrazione Depalma la destra di Iannone–Depalo esiliando il luogotenente Galizia, la cui opposizione era diventata troppo dura e scomoda. Una destra oggi divenuta predominante, anzi condizionante, in questa maggioranza». E poi la chiosa. «Non consideriamo questa una azione politica, ma una farsa tragicomica. Comica, perché calpesta sempre e solo le più deboli: le assessore donna e perché premia chi ha fallito, amministrativamente e politicamente. E ancora perché attribuisce deleghe assessorili su attività evanescenti per le quali nei bilanci di questa amministrazione non è mai stato destinato un solo euro. È anche tragica perché rafforza le destre che inquinano questa maggioranza, nonostante queste siano state spazzate via dalla nostra Regione». Non manca l’accenno alle deleghe, quelle al Bilancio e all’Urbanistica che Depalma, ha voluto trattenere per sé. «Anche ad un principiante non sfugge che evidentemente il Sindaco consideri fallimentare l’attività amministrativa e politica svolta dai suoi assessori in quelle materie – è scritto nella nota - Con una differenza sostanziale però: solo se gli assessori sono donne devono pagare e dimettersi. Quella al bilancio, infatti, è stata costretta a farlo. Invece, l’assessore all’urbanistica è un uomo (ora peraltro anche di destra) e resta assessore. L’amara e triste realtà è chiara a tutti: i ruoli assessorili servono solo per assecondare loschi giochi di potere e non per proteggere i beni comuni ed il benessere della città». Sulla stessa linea è il Partito Democratico, che sostanzialmente condivide la nota di Pva. Con Gianni Camporeale in consiglio comunale aggiunge: «C’è uno stato confusionale all’interno della maggioranza, frutto delle divergenze interne».

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