Dpcm

Si va verso una ulteriore stretta per arginare il coronavirus

C’è attesa per il nuovo Decreto del presidente del Consiglio

Politica
Giovinazzo domenica 18 ottobre 2020
di Mino Ciocia
Palazzo Chigi
Palazzo Chigi © n.c.

Coprifuoco. È questo il termine che aleggia da qualche ora. Lo si ipotizza per quelle regioni dove il rischio di contagio è più elevato. Ed è prossimo a essere pubblicato il nuovo Dpcm con quelle che saranno le nuove prescrizioni per frenare l’ascesa dei numeri che ieri ha raggiunto i quasi 11mila casi, con gli ospedali e le terapie intensive che si vanno sempre più riempiendo. Potrebbero chiudere le palestre e le piscine, potrebbero esserci dei limiti agli sport di contatto dilettantistici, rimarrebbero comunque aperti parrucchieri e centri estetici. E potrebbe arrivare una ulteriore stretta sulle aperture dei locali pubblici, quelli della movida, che chiuderebbero tutti alle 22. Sono tutti provvedimenti al vaglio del Governo che ne sta discutendo con le Regioni. L’obiettivo è quello di non arrivare ai numeri a cui sono arrivati gli altri Paesi europei, di non arrivare nel periodo natalizio a dover assumere provvedimenti più drastici. Veder risalire la curva del contagio così velocemente, vuol dire che qualcosa in questi mesi estivi è sfuggita di mano. Non è servito raccomandare semplicemente gli italiani di adottare criteri di massima prudenza e di massima responsabilità per non dissipare quanto faticosamente guadagnato durante i mesi di blocco totale. Sono mancati i controlli. Del resto tra riaperture di discoteche, diventate focolai per il virus, e una campagna elettorale che si è consumata con politici di primo piano che non hanno per nulla dato l’esempio, né nel cercare di mantenere le distanze, né hanno utilizzato le protezioni individuali durante gli incontri pubblici, i risultati diventano evidenti. C’è poi la scuola. Secondo i dati conosciuti, nonostante il numero di studenti e docenti in quarantena o peggio, contagiati, il numero dei casi nel complesso non è elevato. Quanto meno in termini percentuali. Sono piuttosto i trasporti a dover preoccupare. Sono troppo pochi i mezzi pubblici che circolano e per questo sempre troppo affollati. Ma qualcosa dovrà cambiare in queste settimane. Per forza. Questa volta al fianco della buona volontà dei cittadini, ci dovranno essere le istituzioni. Con atti concreti.

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I commenti degli utenti
  • Pasquale ha scritto il 18 ottobre 2020 alle 05:42 :

    Una stretta è ormai necessaria. Fa senso vedere tutti i giovani sempre assembrati senza mascherina sia fuori dalle scuole sia in giro. Se non capiscono la gravità della situazione servirebbero misure sanzionatorie per farglielo comprendere. Rispondi a Pasquale