Editoriale

Se le ragioni del «si» al referendum sono solo epiteti

Se dici «no» sei un venduto

Politica
Giovinazzo martedì 01 settembre 2020
di Mino Ciocia
Referendum Costituzionale
Referendum Costituzionale © Vincenzo Fasanella/Andrialive

Giornaletto di paesello. Così un lettore, bontà sua, ha definito Giovinazzolive. Giornaletto di paesello che secondo quanto scrive non ha la stessa dignità di qualche testata più blasonata, magari che ha fatto «endorsement» circa l’intenzione di voto al referendum. Come se a loro, i blasonati, è concesso, al giornaletto del paesello, qualora volesse farlo, no. Al di la di questo, le nostre pagine hanno ospitato, la firma è autorevole,

una opinione, una intenzione, una volontà di voto, che a quanto pare non è gradita a molti dei commentatori. Lettori, ma anche elettori, che, invitati a esprimere la loro opinione motivata (abbiamo aperto le nostre pagine ai loro interventi) hanno preferito o fare un passo indietro, o peggio, apostrofarci come venduti o meglio «comprati». Perché ai giorni d’oggi si sa, qualsiasi opinione che differisce da chi la legge, diventa terreno di scontro. Potenza di Facebook, la nuova stella polare, che concede a chiunque di esprimersi come meglio crede. E lo concede anche la nostra Costituzione. Per questo lasciamo intonsi i commenti ai nostri articoli anche a chi ci critica e contesta. E' quella stessa Costituzione che il referendum in questione vuole modificare. Se ne sono accorti di questo quegli attenti lettori che sanno bene come apostrofare chiunque la pensi diversamente da loro, fosse anche un giornale? Si rendono conto che con il voto referendario potrebbe cambiare la rappresentatività, in una democrazia rappresentativa quale è la nostra? Evidentemente sono argomenti troppo difficili da trattare, su cui aprire un dibattito, e allora giù con commenti del tipo «che serietà, professionalità, imparzialità». Con queste premesse i nostri affezionati lettori, quelli che ci hanno accusato di parzialità o di essere stati comprati, sono in grado di indicarci qualcuno che voglia esprimere una tesi compiuta a favore del «si» al referendum? Purché non sia del tipo «sono troppi, la casta, ladri, corrotti, ecc». Perché, cari lettori, non sarà un referendum a eliminare la corruzione in politica, piuttosto potrà farlo un voto meditato e ragionato. Sempre. Non solo il 20 e 21 settembre. Per la cronaca, parte degli stessi promotori della legge sul taglio dei Parlamentari e Senatori già approvata nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama, stanno esprimendo dubbi su quanto hanno votato.
Noi nel frattempo continuiamo a cercare chi voglia regalarci un testo con le ragioni del «si». E pazienza per i commenti di così alto profilo che abbiamo ricevuto.

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I commenti degli utenti
  • Marco ha scritto il 01 settembre 2020 alle 22:30 :

    Ora anche Giorgia Meloni ha dichiarato: "abbiamo votato il taglio i ma ora c'è il referendum, facciamo mezzo passo indietro, ci dicano i cittadini cosa vogliono". In pratica libertà di vioto per milioni di suoi elettori. Rispondi a Marco

  • Franco ha scritto il 01 settembre 2020 alle 11:04 :

    Il profilo del SI è bassissimo sia nei militanti, pochi e senza motivazioni spendibili che nei promotori, che non si presentano neppure alle tribune referendarie in tv. Mi sa che aspetteremo invano la loro voce, dove non sia un urlo. Rispondi a Franco