opere pubbliche

Casa di riposo San Francesco, due interrogazioni sullo stato dei lavori

Ristrutturazioni in attesa di una nuova gara d’appalto

Politica
Giovinazzo giovedì 21 maggio 2020
di La Redazione
casa di riposo San Francesco
casa di riposo San Francesco © mino ciocia

Le interrogazioni all’assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Depalo, risalgono al gennaio di quest’anno. Due diversi quesiti, entrambi a riguardo della casa di riposo San Francesco, posti dai consiglieri Daniele de Gennaro e Sabrina Mastroviti, per sapere della rescissione del contratto che l’amministrazione comunale ha voluto operare nei confronti dell’azienda che si era aggiudicata i lavori, e dello stato dell’arte. Domande a cui l’assessore al ramo avrebbe dovuto rispondere nel giro di un mese, quindi a febbraio scorso e durante un consiglio comunale, ma che l’emergenza sanitaria ha in qualche modo ha congelato. Risposte che comunque sono arrivate per iscritto, ma che i consiglieri comunali hanno voluto lo stesso portare all’attenzione della massima assise cittadina e quindi di tutta la popolazione. Già in fase di redazione del progetto erano state ravvisate, da parte di Primavera Alternativa, movimento politico a cui i due consiglieri comunali fanno capo, criticità di non poco conto. Parte del secondo piano della struttura che sarebbe rimasta a rustico per esempio, per un totale di 101 non conformità e osservazioni, che furono in qualche modo recepite dagli uffici comunali. «Il cantiere fu aperto in pompa magna il 15 gennaio del 2018 – ha affermato la Mastroviti nella sua interrogazione – per un cronoprogramma che avrebbe portato alla consegna dei lavori di ristrutturazione entro l’ottobre dello stesso anno. Data questa che è stata posticipata esattamente di un anno. E poi il 31 ottobre del 2019 la risoluzione del contratto per lavori che sono stati realizzati solo al 18 percento. Per la prosecuzione dei lavori sono state interpellate le altre aziende che hanno partecipato alla gara d’appalto? È stata indetta una nuova gara? Esistono azioni giudiziaria a riguardo?». Questi i quesiti posti a cui Depalo ha risposto. «L’ufficio tecnico comunale ha provveduto ad avviare tutte le procedure per la richiesta delle maggior somme incassate dall’azienda che ha iniziato i lavori di ristrutturazione della casa di riposo – ha detto - Nel frattempo sono state contattate le altre aziende che hanno partecipato alla gara d’appalto (furono 29 in totale quelle ammesse), ma nessuno ha voluto rilevare il cantiere. Stiamo provvedendo alla redazione di una nuova gara d’appalto e abbiamo avuto una proroga dalla Regione, titolare dei fondi concessi al Comune, di ulteriori 400 giorni che andranno dall’inizio dei lavori fino al collaudo dell’opera. È notizia di questi giorni che la società a cui abbiamo rescisso il contratto ha avviato un atto di citazione nei nostri confronti».Di diverso tenore l’interrogazione di de Gennaro. «A luglio 2019 – afferma - viene indetta una gara per l’individuazione del direttore operativo per il lavori di ristrutturazione della casa di riposo. Figura che avrebbe dovuto affiancare il direttore dei lavori in un cantiere che secondo il cronoprogramma sarebbero dovuti terminare il 31 ottobre dello stesso anno e che si è rivelata essere lo stesso progettista a cui furono osservate le 101 difformità nel progetto esecutivo poi preso in carico dall’Ufficio tecnico. Il professionista redattore di quel progetto esecutivo è stato liquidato in toto o in parte rispetto al lavoro svolto? Ci sono osservazioni da parte dell’amministrazione sulla circostanza che quel progettista è adesso il direttore operativo dei lavori di ristrutturazione?». «Nessun errore progettuale ma solo difformità – è la risposta dell’assessore Depalo – rilevate poi dall’ufficio tecnico che ha portato a termine la progettazione esecutiva e per questo al professionista sono state erogate solo le somme riguardanti il lavoro svolto. Per la sua partecipazione alla gara per la figura di direttor operativo, non esistono motivi per una sua eventuale esclusione». Entrambe le risposte non hanno soddisfatto gli interroganti, per la tempistica dei lavori, per gli incarichi professionali sopraggiunti in corso d’opera e soprattutto perché l’intera vicenda non ha tenuto conto di chi in quella casa di riposo ha prestato la sua opera e ora è rimasto senza lavoro.

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