L'evento a Riva del Sole

Everest, chiusura col botto. Bernini: «Il Governo giallo-rosso? Più che un Conte-bis, un Conte bus»

A Giovinazzo la convention dei giovani di Forza Italia. All'indomani del varo del nuovo Governo, tra report e riflessioni, il futuro del centro destra e del Paese in vista delle scadenze elettorali

Politica
Giovinazzo giovedì 12 settembre 2019
di Enrico Tedeschi
Everest 2019
Everest 2019 © Enrico Tedeschi

Un capannone strapieno con un parterre de rois di parlamentari, amministratori e tanti, tanti giovani provenienti da ogni parte d’Italia: questa l’immagine di chiusura, domenica scorsa, di Everest 2019, la tre giorni di incontri con le sue nuove promesse della politica che Forza Italia, grazie all’impegno del senatore Maurizio Gasparri e del consigliere regionale Domenico Damascelli, organizza ogni anno a Giovinazzo, “la perla del nord barese” che con la sua inarrivabile vista sul mare è ormai divenuta una delle più celebrate “cartoline” nel Mondo del nostro Sud. Solo il giorno prima c'era anche l’appena avvicendato presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, dunque un appuntamento importante sotto ogni profilo, questo, non solo per il momento particolarmente delicato per le sorti del Paese legate al nascente Governo PD-M5S, quanto e soprattutto per la vicina, e tutt’altro che impossibile, sfida regionale al Governatore Michele Emiliano, per quanto forte di una collaudatissima macchina elettorale che – lo si è visto - ha già dato ampia prova di sé durante la recente rielezione del Sindaco di Bari. Non è perciò un caso se è proprio da Everest che è stato lanciato un primo concreto segnale di unità, con un confronto aperto tra i coordinatori pugliesi di FI, Lega, FdI, Dit e Idea per una comune strategia di riscatto del centro destra, partendo dai tanti nodi irrisolti, con in primis l’accusato e molto percepito «sfascio della Sanità» per poi andare a finire alla spada di Damocle della Xylella che adesso pende pericolosamente sulla testa dell’attuale Amministrazione. E tanto per una sua riconducibile responsabilità nell’affrontare adeguatamente il problema Xylella che «in violazione delle direttive europee » dal tacco d’Italia sta risalendo la Puglia e rischia poi di diffondersi dappertutto. In poche parole, stando anche all’allarme inascoltato già lanciato da qualificati ricercatori anni fa, «una peste degli ulivi» che andava fermata subito e che, invece, rischia adesso di mettere in ginocchio non solo l’economia della Puglia e della Nazione,ma addirittura dell’intero Mediterraneo.

Ed è proprio sulla Xylella «Venti milioni di ulivi distrutti dall’ignoranza di un movimento politico che ci ha speculato sopra e dall’ignoranza di un Governatore che glielo ha permesso» che ha concentrato il suo attacco alla politica regionale la capogruppo al Senato di FI ed ex Ministro Anna Maria Bernini, cui è spettato il compito di chiudere in bellezza – come ha fatto - questa lunga kermesse. Ed è una Bernini scatenata quella che ha addirittura portato una sua amata collega del posto, la senatrice Carmela Minuto, a bordo palco per seguirne meglio l’appassionato intervento a 360° su immigrazione, economia, ecologia ed ovviamente lavoro, giovani e avvenire del Paese. Ed infatti ce n’è stato davvero per tutti e tutte: dalla sua ribadita avversione alle quote rosa in nome di un merito che nulla può avere a che vedere con un’appartenenza di genere «il fatto di essere donne è meramente incidentale, naturale», fino ad una forse solo formale presa di distanza «no alle piazze della protesta, ma a quelle delle proposte» dalla imponente manifestazione indetta da Giorgia Meloni che, con la partecipazione di Matteo Salvini, ha in realtà portato in Piazza Montecitorio (e non solo) la fotografia attuale dei sentiment più diffusi tra gli italiani, ovvero « la immagine plastica di un popolo che vuole riappropriarsi della sua piena sovranità, attraverso il voto, a dispetto di una politica decisa invece nei “Palazzi del potere” » come si è ampiamente ripetuto a gran voce dal palco romano il giorno dopo.

Forse solo uno smarcamento tattico momentaneo, quello di Forza Italia dal resto dei suoi naturali alleati politici (verosimilmente in attesa di riacquisire un ruolo che andasse oltre il suo 8 % anche nella prospettiva di poter offrire più peso e credibilità all’intero centro destra nell’Europarlamento) ma nessuno sconto certamente all’ Esecutivo nascente che la Bernini non ha esitato a definire più che un Conte – bis «… un Conte bus: scende la Lega e ci è salito il PD! ». Prendendo a prestito questa immagine e giocandoci un po’ su, sembra quasi una sceneggiatura da film horror, con un bus che fa una fermata insperata davanti ad un cimitero e viene subito occupato da zombie in attesa di rivincita e pronti a riconquistare il mondo civile. Al di là degli scherzi, questo «vergognoso inciucio », come lo ha definito la Bernini, ha avuto il merito non da poco di aver resuscitato alla grande quel Renzi che proprio i 5 Stelle avevano prima “massacrato” in tutti i modi, salvo adesso vederli tutti insieme in un viaggio insieme che, invero, sa tanto di quello celeberrimo del “vaso di coccio tra vasi di ferro” e che potrebbe rivelarsi la fine ingenerosa e definitiva del Movimento. Ora non sappiamo quanto ci sia di vero (e di costituzionale) nel “patto di assoluta fedeltà” che gli eletti dei 5 Stelle avrebbero firmato - con tanto di onerosa penale in caso di abbandono del Movimento- ma, come ci ha detto fuori campo un politico di lungo corso: « se regge questa alleanza con il PD, una cosa dovrebbe essere comunque certa per tutti i Parlamentari grillini: il fortunatissimo biglietto che hanno avuto ora per Montecitorio e Palazzo Madama è senza alcun ritorno per la maggior parte di loro ad una prossima elezione ».

Con la proposta- bandiera del taglio dei Parlamentari (idiozia pura, a nostro avviso, perché, a fronte di un sopportabile costo, più che un taglio di spesa è un vero e proprio taglio della democrazia) quante speranze possono infatti avere, persino i migliori, di essere rieletti in competizione con i loro attrezzatissimi partner attuali in una futura consultazione? Ed in quale lista poi, se il M5S si dovesse disgregare, come potrebbe succedere? Memento audere semper , se alcune coscienze libere dovessero decidere di ascoltare se stesse, per come la vediamo noi, forse non tutto è ancora perduto né per loro né per il Movimento. Anzi. Incassato per ora il regalo dell’Europa all’Italia della nomina Gentiloni in un altro ruolo chiave (che va ad aggiungersi ad un altro piddino, Sassoli, Presidente dell’UE) se, come diceva von Bismark, « La politica è l’arte del possibile, la scienza del relativo», giochi e giochini sono tutt’altro che chiusi. O no?

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 13 settembre 2019 alle 10:47 :

    A proposito della Bernini, avrebbe risolto il problema della xylella in Puglia. Al tg3, parlando dell'infezione, infatti ha rivelato che "i batteri si combattono con gli antibiotici". Ulivicoltori avvisati. Rispondi a Franco

  • Franco ha scritto il 12 settembre 2019 alle 09:53 :

    Peccato per quei giovani, la vacanza gratis in albergo è finita. Rispondi a Franco