Casa di riposo San Francesco

L’amaro destino della Casa di riposo San Francesco

PVA ha contato i giorni del fallimento

Politica
Giovinazzo martedì 09 febbraio 2021
di La Redazione
La casa di riposo San Francesco
La casa di riposo San Francesco © Nc

«C’è la propaganda e poi ci sono i numeri». Tuona così Primavera alternativa riferendosi alla Casa di riposo San Francesco, ormai abbandonata e ridotta sempre più a un rudere. E i numeri sono tutti nel tempo trascorso e nelle risorse economiche spese.  Dalla data di pubblicazione del bando di gara per la ristrutturazione dell’immobile, alla quantità di denaro «rimasto» per il completamento dei lavori. 

Il movimento politico preferisce scandire in giorni il tempo trascorso dal dicembre del 2016, anno in cui fu pubblicata la gara, 1502, e giù fino alla risposta a una interrogazione dell’assessore Gaetano Depalo, 328 giorni fa, che assicurava l’indizione di una nuova gara per il completamento dei lavori. Lavori che furono risolti con chi aveva vinto la prima gara d’appalto il 30 ottobre del 2019, per inadempienze da parte dell’aggiudicatario del cantiere.  «Numeri freddi – scrive Primavera alternativa - che certificano impietosamente il fallimento dell’amministrazione di Depalma, Sollecito e Depalo. Sono numeri orribili, vergognosi». 

Dall’apertura del cantiere, con la foto di rito che ritraeva gli amministratori comunali a sancire l’inizio dei lavori i giorni trascorsi che ha contato PVA sono 1089, lavori che sarebbero dovuti terminare 10 mesi dopo, ma che, come già detto, si sono interrotti un anno dopo la prevista consegna della struttura. E nel frattempo le risorse economiche spese, per approdare al nulla, sono consistenti. «530.308,12 euro corrisposti all’impresa aggiudicataria per un cantiere “fantasma” – scrive PVA - 70.766,19 euro per pagare due direttori operativi, fra i quali lo stesso autore del progetto reputato “non cantierizzabile” per le oltre 100 non conformità alla normativa tecnica ed alla legge, 48.957,68 euro per la predisposizione di una variante al progetto in corso d’opera. Quasi il 40 percento dei soldi già spesi per realizzare appena il 18,97percento dei lavori previsti e senza che nessuna delle migliorie promesse dall’impresa aggiudicataria fosse realizzata. Anni ed anni trascorsi invano, centinaia di migliaia di euro gettati al vento». 

Ma non c’è solo questo. Ci sono anche le ipotetiche imprese che sarebbero dovute subentrare e rilevare l’appalto. «Dove sono finite le altre "50 imprese" partecipanti alla gara tanto sbandierate dal nostro sindaco? Perché nessuna di esse ha accettato di subentrare nel contratto dell'aggiudicataria, nonostante le rassicurazioni fornite dal sindaco ai cittadini? Per ora, l’unica certezza è che per riprendere i lavori dovranno essere prelevati ulteriori soldi dalle tasche dei Giovinazzesi, già vessati da una tassazione tra le più alte della Regione». 

La chiusura della Casa di riposo, ha significato anche un danno per gli oltre 30 operatori attivi nella struttura. Oltre naturalmente a un indotto che ha perso economie. «Buio totale per il futuro degli ex lavoratori della casa di riposo, abbandonati a sé stessi – si legge nella nota - Nella migliore delle ipotesi di completamento dei lavori, dovranno attendere anche i tempi lunghi di un’altra gara per l’affidamento della gestione della struttura». E ancora gli anziani che quella casa di riposo assisteva. Costretti a disperdersi in altre strutture, con conseguenze, per alcuni, anche drammatiche. 

«Triste e pietoso il velo da stendere – continua il comunicato – Gli anziani assistiti in altre strutture dei paesi vicini con la promessa di un rapido ritorno al loro Paese; promessa vana, resa ancor più atroce dalle sofferenze aggiunte dalla pandemia». Della casa di riposo, di quello che sarebbe successo, PVA ne era certa. «Rilasciavano dichiarazioni sprezzanti ed offensive nei nostri confronti – conclude la nota - per aver denunciato pubblicamente il naufragio a cui si sarebbe andati certamente incontro. Perché noi, che sarebbe finita male, anzi malissimo, l‘avevamo previsto e detto già dal 09 gennaio 2017: 1491 giorni fa», giusto per tornare ai numeri. 

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