Giornate Fai

Le Giornate Fai all'aperto

Tornano il 27 a giovinazzo il 28 a Molfetta

Cultura
Giovinazzo giovedì 25 giugno 2020
di La Redazione
Sant'Eustachio
Sant'Eustachio © Domenico Carbonara

Tornano, il 27 e 28 giugno, le «Giornate Fai» ma all’aperto. Le misure precauzionali imposte dal coronavirus e il distanziamento sociale, hanno fatto ideare ai volontari del Fondo italiano per l’ambiente, visite guidate a giardini, ville, sentieri di campagna, alla ricerca di quanto magari è sotto gli occhi di tutti ma che sfugge all’attenzione. Il 27 giugno, Giovinazzo per la Giornate Fai metterà in mostra i suoi casali e le sue chiese di campagna. Grazie a escursioni guidate che partiranno da Casale Rufolo e che si svilupperanno intorno a itinerari narrativi a seconda dei contesti rurali da attraversare e dei beni e manufatti rurali presenti. Il primo tratto, lungo l’antica vicinale in località “Piscina a Titti”, si sviluppa intorno al tema dell’acqua e dei manufatti in pietra legati alla gestione tradizionale della risorsa idrica. Il secondo tratto con la “Lama Castello”, permette di osservare il paesaggio carsico dei solchi erosivi. Il terzo tratto, data la condizione morfologica del terreno, ha una valenza panoramica con lo skyline di Giovinazzo e il mare. Infine l’ultimo tratto, a partire dalla Chiesa di San Basilio, è legato al tradizionale percorso di fede con le chiese rurali (Chiesa-Torre del Padre Eterno, della Cappella Votiva di Santa Maria di Corsignano e di Santa Lucia) tradizionali luoghi di pellegrinaggio dei giovinazzesi. Il percorso è piano, di difficoltà media, lungo 11 km e della durata di circa 5 ore. Ad accompagnare i visitatori saranno i volontari FAI: Michele Camporeale, Luigi Guastamacchia, Domenico Carbonara, Simone Bilanzuolo, Nicola Sarcina, Pina Colia e Bibi Mastroviti.
Il 28 giugno i volontari di Molfetta, in collaborazione conil Centro Studi e Didattica Ambientale Terrae e Centro Educazione Ambientale Ophrys, propongono un cammino di un’oretta alla scoperta di Lama Martina. Partenza da Via Vecchia Bitonto - Ponte Schivazappa (vicinanze Viale della Libertà) Molfetta. Due turni di visita, con gruppi massimo di 15 persone. Il primo la mattina con partenze alle ore 9.30 e alle 11.00; il pomeriggio alle ore 17.00 e alle 18.15.
La recente istituzione del Parco Naturale di Lama Martina ha non solo il pregio di tutelare l'ambiente in funzione dei suoi aspetti naturali, paesaggistici, antropologici e storici, ma anche di restituire alla collettività molfettese un pezzo della sua cultura. Attraverso percorsi ciclopedonali e di orienteering si possono cogliere non solo i segni di una antropizzazione sostenibile, ormai dimenticata, come pagliai, muretti a secco ed opere di ingegneria idraulica, ma anche la sopravvivenza di specie botaniche di elevato pregio naturalistico, quali orchidee selvatiche, carrubi secolari, lecci e roverelle.
«Questa nuova edizione delle Giornate FAI – si legge in un comunicato - si carica di un significato speciale ed emblematico: il momento storico che stiamo vivendo ha imposto a tutta la collettività di riorganizzarsi e reinventarsi, e il FAI è pronto per tornare a offrire al pubblico una ricca e intensa esperienza di visita, nel rispetto della massima sicurezza per tutti, cogliendo l’occasione per mettere al centro della propria proposta il patrimonio “verde” all’aperto di natura, ambiente e paesaggio del nostro Paese. Il FAI persegue dalla nascita l’obiettivo di riavvicinare gli italiani alla natura e al paesaggio, per riscoprire e coltivare una "cultura della natura” e per favorire la conoscenza del patrimonio verde dell’Italia, a cominciare dai suoi Beni. La nostra missione si basa sul principio che “si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce”: comprendere la natura, dunque, si rivela il modo per educarci a “proteggerla”. Oggi per un italiano sembra più facile riconoscere un monumento o una celebre opera d’arte che non le specie degli alberi intorno a noi, ma entrambe sono conoscenze fondamentali per un uomo colto e per un cittadino responsabile che abbia a cuore la tutela dell’immenso patrimonio italiano di arte e natura. Ecco perché il FAI dalla crisi generata dalla pandemia ha cercato di cogliere un’opportunità e per la prima volta, dopo 35 edizioni di Giornate FAI, presenta un programma di aperture interamente dedicato al rapporto tra Cultura e Natura, coinvolgendo i Beni e i territori in cui operano, nell’ambito della missione del FAI, le sue Delegazioni. Sarà sorprendente guardare l’Italia con occhi nuovi, e scoprire tutte le sue molteplici sfumature di “verde”».

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