Giro d'Italia

Una città presa in ostaggio dal Giro

Il punto del Comitato per la salute pubblica

Cronaca
Giovinazzo domenica 11 ottobre 2020
di La Redazione
La piazza e il Giro d'Italia
La piazza e il Giro d'Italia © Nc

È una città che è stata violentata dal Giro. È questa l’opinione del Comitato per la salute pubblica che cerca di fare il punto su una manifestazione sportiva, la più celebre tra quelle che attraversano le città italiane. E lo fa cercando di capire se ci sono ricadute di tipo economico, ma non solo, sulle attività commerciali. «Le foto parlano chiaro – scrive in un suo post il Comitato - Attrattività zero per eventuali turisti: soprattutto nelle attuali condizioni di Covid. Pochi ciclisti, appassionati o tifosi in Giro. Per il resto città deserta. Animata solo dalle centinaia di camion, di auto e moto sponsorizzate della “carovana” del Giro. Quando mai tanti camion a scorrazzare in città? Quanta anidride carbonica è stata diffusa a Giovinazzo in questa due giorni, per far circolare 167 biciclette di ciclisti iscritti per 22 squadre». E poi la piazza. Lì c’è il divieto di costruire palchi, di far salire sulle sue chianche qualsiasi mezzo a motore. Ovviamente tranne deroga a firma del sindaco. E quale migliore deroga se non in occasione del Giro d’Italia? «La piazza è stata messa a dura prova da camion saltellanti sotto gli occhi solerti di vigili urbani e polizia - scrive il Comitato - Nessun richiamo del resto agli spettatori senza mascherina o ben assembrati su marciapiedi e angoli di strade e piazza». E poi il resto della città. «Piazze e strade desertificate dalla presenza ossessiva dei camion. Idem sabato, a distanza di sola mezzora dalla partenza del Giro. Strade e piazze di nuovo deserte occupate solo da camion e addetti intenti a smontare stand e barriere per scappar via verso una nuova città. Bar e ritrovi di nuovo deserti. Per il resto nella mattinata per ore file di inutili stand vuoti messi lì solo per magnificare il logo di questo o quello sponsor. Bar deserti o animati come in una normale mattinata soleggiata di ottobre. Anche qui le foto parlano chiaro». Il Giro come attrattiva turistica? «Zero – scrive il Comitato - con tutta l’attenzione focalizzata dalla tappa di arrivo della ben più nota Vieste. Con buona pace di quanti credono – come i vari Paolini, Giusino o Fortini, noti disturbatori TV – che apparire in TV è essere». «Per 24 ore, tranne un’oretta in prossimità della partenza – conclude il Comitato - la piazza di Giovinazzo e le sue arterie principali sono state occupate in maniera invasiva da camion, auto sponsorizzate e moto. Abitanti e visitatori sono stati letteralmente scacciati. Senza attrarre quasi nessuno. Tranne i soliti noti, interessati solo ad una comparsata in TV. Con buona pace per gli allarmi Covid. Mai più, per favore».


Nota a margine. La bicicletta è, a tutta ragione, considerata il mezzo ecologico per eccezione. Ma se le biciclette sono oltre 150, se si muovono tutte insieme e devono gareggiare, hanno bisogno di essere supportate da tutta la logistica necessaria. A guardare i mezzi al seguito del Giro, tutti contrassegnati da un numero progressivo, si intuisce che la corsa è seguita e anticipata da non meno di duemila tra auto, moto, camion e furgoni. Per non contare di una trentina di moto e altre auto della Polizia stradale, oltre ai tutti i mezzi utili alle trasmissioni radio e televisive. È davvero così ecologica la corsa in bicicletta?

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I commenti degli utenti
  • Aldo Carrieri ha scritto il 11 ottobre 2020 alle 06:42 :

    Avete dimenticaro gli elicotteri e i soliti palloncini e mascherine che poi vengono ingoiate dai cetacei. Qualche mese fa ho mandato una lettera a questo giornale, dopo aver scritto per tre volte al sindaco, segnalando che in via Giordano Bruno, da più di dieci anni, sono rotte le basole in pressimità dell'acuqdotto e fognatura. Si parla ora di "inciampo" nella pista ciclabile ma non si parla di "inciampo" della gente nelle basole divelte di via Bruno; come prevedibile, sono state asfaltate e riparate le strade di transito dei ciclisti ma, ancora una volta, non si è dato alcun rilievo all'inciampo dei pedoni in un'area non più grande di quattro metriquadri. Aldo Carrieri Rispondi a Aldo Carrieri