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Un sito scandaloso, una vergogna cittadina

Le pagine web di «discovergiovinazzo» sempre ferme e piene di errori

Cronaca
Giovinazzo martedì 08 settembre 2020
di La Redazione
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«Questo sito non ci onora. Non ci rispetta». Così scrive il Comitato per la salute pubblica a proposito del sito web «discovergiovinazzo», on line da qualche tempo, ma mai aggiornato e per di più carico di errori mai corretti.
«Doveva servire come biglietto da visita di Giovinazzo - scrive il Comitato - per promuovere la città, potenziare la capacità attrattiva, trasmettere una identità forte, attrarre turisti. Un sito declinato tutto in italiano nonostante il titolo richiami la lingua inglese». Il lavoro per la costruzione del sito web è stato avviato a marzo del 2019. È costato 40mila euro e, dopo un anno dalle prime implementazioni, non ha più avuto sviluppi. «Non funziona ancora nessun link – scrive ancora il Comitato - La pubblicità la solita: un pugno di ritrovi ed esercizi commerciali (non più di cinque)». Ma quello che al Comitato non va proprio giù sono le «poche e imbarazzanti – come le definisce - pagine di introduzione alla storia e alle bellezze di Giovinazzo. Qualche strafalcione qua e là mai corretto (“Palazzo Sraceno” in luogo di “Palazzo Saraceno”) e alcune vergognose righe di natura storica». Soprattutto su quella parte di storia della città ricordata come Epoca Medioevale, raccontata in poche righe ma che riferisce di 10 secoli. Dall’epoca Normanna fino ai Borboni, passando per Angioini e Aragonesi, accomunati tutti da una unica etichetta: «boia», e con la città che nel XVIII secolo era ridotta a 4500 abitanti. «Roba da essere bocciati in tronco a qualsiasi esame di storia: dalle scuole medie all’università», il commento sarcastico del Comitato. Perchè in quella ricostruzione i redattori di quelle poche righe, hanno dimenticato di riportare che il Medioevo giovinazzese è stato prolifico di architetture che oggi vantiamo a favore del turismo, che Giovinazzo è stata per secoli sede Vescovile, che in epoche più recenti, con i Borboni, è nato l’Istituto Vittorio Emanuele. «Il tutto è lì da qualche mese - il commento duro del Comitato - senza che alcuno dal pulpito di questa Amministrazione abbia sollevato un telefono per dire ai signori che hanno vinto questo bando e che propalano queste sciocchezze di cancellare tutto e di scrivere qualcosa di sensato. Robaccia da analfabetismo spinto che non onora la nostra città». Il Comitato punta il dito anche verso chi ha realizzato il sito web e redatto i testi. «Tutto è confezionato da una impresa che gestisce ogni cosa da Bari senza alcun rapporto con la nostra città: con esercizi commerciali non valorizzati, con artigiani, guide, storici, conoscitori delle cose cittadine mai interpellati, mai interrogati sul modo migliore di valorizzare Giovinazzo». E poi la chiosa finale, altrettanto dura: «Andassero a ‘pedalare’ altrove. Giovinazzo merita altro».

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I commenti degli utenti
  • Luigi Fanizzi ha scritto il 08 settembre 2020 alle 11:27 :

    Il turista è in cerca di emozioni, dobbiamo dunque adattarci al fatto che il concetto di viaggio e turismo sono, oggi, enormemente cambiati. Difatti i contenuti pubblicizzati non richiedono più di essere semplicemente mostrati al meglio ma, anche, raccontati, in modo da creare una comunicazione che trasmetta, oltre ai contenuti,…i valori. Un tempo il viaggio veniva considerato una pausa stanziale mentre, negli ultimi tempi, si è sviluppata una nuova concezione della vacanza incentrata sul Turismo Esperienziale.I viaggiatori non vogliono limitarsi ad apprezzare la bellezza di una località (odio il termine location), ma viaggiano con lo scopo di creare ricordi memorabili legati ad attività od esperienze che gli hanno permesso di conoscere il paesaggio con la sua cultura e le tradizioni Rispondi a Luigi Fanizzi