Inchiesta

Arresti a Giovinazzo: emergono dettagli inquietanti

Una talpa dal Tribunale trasmetteva atti segreti

Cronaca
Giovinazzo martedì 30 giugno 2020
di La Redazione
La locale Stazione dei Carabinieri
La locale Stazione dei Carabinieri © GiovinazzoLive.it

Ci sarebbe una talpa nel Tribunale di Bari che avrebbe trasmesso atti investigativi sensibili ai due Carabinieri di servizio nella stazione di Giovinazzo. Stanno emergendo lentamente alcuni dettagli inquietanti sull’inchiesta che vede coinvolti due Militari, un insospettabile commerciante e un pregiudicato, tutti arrestati. Tra gli altri capi di imputazione, per concorso esterno in associazione mafiosa. Fatti che risalgono al 18 giugno scorso, e che molto clamore hanno suscitato in città. L’inchiesta, come riportato dalle pagine di Repubblica, sarebbe partita dall’invio di mail dal Tribunale ai due Carabinieri. Un invio tracciato, la trasmissione degli atti risalirebbe all’ottobre del 2018, scoperto dall’allora comandante della stazione giovinazzese Dino Amato, il quale avrebbe segnalato al comando provinciale quell’anomalia. Anche perché, come ha spiegato il Gip Marco Galesi, nella ordinanza di custodia cautelare, «le stazioni dei Carabinieri non svolgono attività investigativa sulla criminalità organizzata» e quindi non possono detenere atti su interrogatori a cominciare da quelli che riguardano i collaboratori di giustizia. E sembra che proprio documenti su interrogatori a pentiti fossero nelle mani degli appuntati Domenico La Forgia e Antonio Salerno, i due Carabinieri arrestati. Atti segreti consegnati attraverso il commerciante Gerardo Giotti e quindi a Mario Del Vecchio, ritenuto sodale del clan Di Cosola. In cambio, per i favori resi alla criminalità organizzata, i due militari avrebbero ricevuto compensi economici, elettrodomestici in dono, o cestini con generi alimentari. I dettagli emergono anche grazie alla collaborazione di un paio di pentiti che stanno spiegando agli inquirenti tutti i meccanismi messi in campo per depistare, o quanto meno ritardare le indagini, sui traffici illeciti che si svolgevano a Giovinazzo e che andavano anche al di la delle mura cittadine.

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