Bonifica ex Afp

Bonifica ex Afp: in 13 a processo. C’è anche Depalma

La prima udienza il 10 novembre prossimo

Cronaca
Giovinazzo venerdì 11 giugno 2021
di La Redazione
L area ex-Afp
L area ex-Afp © Nc

Un fascicolo corposo, 222 pagine, tutto incentrato sulla mancata bonifica dell’area delle ex Afp. Un atto che lo scorso anno ha portato alla notifica della conclusione delle indagini al sindaco Tommaso Depalma e ad altri 12 soggetti che, in concorso tra loro, così recita il decreto di citazione in giudizio, sono implicati nella vicenda. La chiusura delle indagini risale al 3 aprile del 2020, suonava già come rinvio a giudizio. Adesso è confermato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, II sezione monocratica giudice dott. Coscia, che ha disposto per il 10 novembre prossimo la prima udienza del procedimento, affidato per l'accusa, al Pm Baldo Pisani, che ipotizza la mancata bonifica dell’intera area industriale delle ex Afp, secondo gli articoli 110 e 452 terdecies del codice penale. Parte offesa risulta essere il Ministero per l'ambiente.

Il procedimento fa leva sulle risultanze prodotte dall’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, che a seguito di alcuni sopralluoghi, aveva accertato la presenza agenti inquinanti e altamente pericolosi per la salute pubblica, depositati sui suoli del siderurgico. Le indagini partirono da un esposto della Città Metropolitana che aveva ordinato con un proprio atto di provvedere alla bonifica del sito già nel 2018. Bonifica che sarebbe dovuta avvenire a cura dei proprietari dei suoli e capannoni industriali, oppure dal Comune che avrebbe potuto rivalersi sugli stessi proprietari. Ma nessun intervento è stato mai realizzato nei 120 giorni successivi alla pubblicazione dell’ordinanza della Città Metropolitana con cui si intimava, a partire dal quel termine, la bonifica dell’area.

«Il comune di Giovinazzo – è scritto nel fascicolo - non ha assunto iniziative funzionali all’adempimento del provvedimento».  Due interventi in realtà ci sono stati e hanno riguardato entrambi Lama Castello nella parte che lambisce il sito industriale. Bonifica che è avvenuta, questa sì, a cura del Comune di Giovinazzo. Gli spazi interni e i capannoni industriali, invece, sono stati bonificati dai proprietari degli immobili, solo per alcuni cumuli di amianto smaltito in quei luoghi illecitamente. Nonostante tutti gli annunci del sindaco di far provvedere al Comune, ma in danno per i proprietari, per le operazioni di bonifica dei viali interni e dei suoli dei capannoni industriali, su cui, ricordiamo, l’Arpa attraverso i carotaggi, ha rilevato la presenza di metalli pesanti altamente inquinanti e pericolosi. 

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