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Libertà di stampa a Giovinazzo: intervengono l’Ordine dei Giornalisti e Assostampa

«Non è accettabile infangare una categoria. Se ci sono reati si rivolgano alle autorità competenti»

Cronaca
Giovinazzo giovedì 08 aprile 2021
di La Redazione
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Hanno lasciato una lunga eco le dichiarazioni del sindaco e del presidente del consiglio comunale di Giovinazzo espresse in apertura dei lavori della massima assise cittadina del 30 marzo scorso. I due rappresentati istituzionali, a proposito delle esternazioni di un collaboratore di giustizia, apostrofarono i giornalisti come pennivendoli giornali sciacalli e fannulloni. La loro colpa? L’aver riferito attraverso le pagine di giornale di un presunto coinvolgimento del presidente del consiglio in una vicenda di voto di scambio.  E adesso, dopo la presa di posizione del costituzionalista Nicola Colaianni, scendono in campo l’Ordine dei giornalisti e Assostampa. La loro nota congiunta, che riportiamo integralmente di seguito, è stata pubblicata sul sito del sindacato unitario dei giornalisti e ripresa da molti quotidiani.

«Sorprende che un sindaco, in passato bersaglio di atti intimidatori e minacce, si scagli contro i giornalisti che hanno riportato le accuse di un collaboratore di giustizia contenute in un verbale di interrogatorio davanti ai magistrati baresi. E spiace iscrivere Tommaso De Palma nella lista, che si allunga sempre di più, di quegli amministratori locali che minacciano la libertà di stampa non sopportando le notizie “scomode”». È quanto dichiarano l’Ordine dei giornalisti e l’Assostampa di Puglia in merito ad alcune dichiarazioni nel corso di una riunione del consiglio comunale di Giovinazzo (Bari), tenuta lo scorso 30 marzo, in seguito alla pubblicazione di stralci di un verbale di interrogatorio in cui un collaboratore di giustizia rivelava il sostegno elettorale da parte di organizzazioni criminali ad alcuni esponenti politici locali.

«Se si ritiene che un iscritto abbia commesso una violazione deontologica – dice il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Piero Ricci – chiunque può presentare un esposto; se invece ha commesso un reato va denunciato all’autorità giudiziaria come ogni cittadino che si rende responsabile non solo di diffamazione, ma di calunnia. Nel corso del dibattito consiliare, in relazione ad un altro episodio che coinvolse l’ex assessore del Comune di Giovinazzo, Sannicandro, il sindaco ha anche dichiarato che “è tutto infognato dentro l’Albo dei giornalisti”. Vorrei rassicurare e informare il sindaco – aggiunge Ricci – che l’esposto presentato dal suo ex assessore fu immediatamente inoltrato al consiglio di disciplina territoriale e che lo stesso, senza alcun indugio, aprì e concluse il relativo procedimento disciplinare».

«Accusare un giornalista di aver svolto il proprio lavoro, sulla base di atti documentali, infangando un’intera categoria è inaccettabile. Così come non è accettabile – dice il presidente di Assostampa Puglia, Bepi Martellotta – che chi indossa la fascia tricolore non rispetti il diritto di cronaca e la libertà di stampa, tutelati dalla Costituzione a cui ha giurato fedeltà. Se il sindaco e il presidente del consiglio comunale di Giovinazzo ritengono siano stati commessi reati, si rivolgano alle autorità competenti. I giornalisti, svolgendo il proprio lavoro, hanno da esercitare quei diritti costituzionali e hanno due doveri: quello di pubblicare le notizie verificate e quello di garantire ai cittadini di essere sempre informati. Piaccia o no ai pubblici poteri».

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