Libertà di stampa

«La libertà di stampa è la pietra angolare dell’ordine democratico»

Querele e minacce per intimidire la libera informazione

Cronaca
Giovinazzo domenica 04 aprile 2021
di Mino Ciocia
Giornali e web
Giornali e web © n.c.

Querele temerarie. Si chiamano così. Quando vengono presentate spesso non hanno esito, anzi, possono andare in danno a chi le propone. Molte più volte sono solo minacce. In entrambi i casi hanno un solo scopo: quello di intimidire. Proprio su questo è intervenuto sulle pagine di «Repubblica», Nicola Colaianni, magistrato di Cassazione, costituzionalista, già deputato, docente universitario e presidente del consiglio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti. Una persona che sa di cosa si parla. 

Colaianni è intervenuto sul presunto, sottolineiamo presunto, voto di scambio a Giovinazzo, sugli altrettanto presunti condizionamenti della criminalità organizzata sul voto amministrativo. «Fioccano le minacce di querela non agli accusatori ma ai giornalisti che hanno riportato la notizia - scrive Colaianni – Minacce che poi non hanno seguito ma che sarebbe sbagliato liquidare con sufficienza». Per quelle minacce troppo spesso a farne le spese sono le testate giornalistiche locali, troppo piccole per avere una adeguata copertura legale e assicurativa. 

E la politica approfitta dei giornalisti indifesi, immaginando di poter imporre o ostacolare il flusso delle notizie, ancor di più se sono poco gradite. «In verità - scrive Colaianni sulle colonne di Repubblica – la giurisprudenza dà una interpretazione costituzionalmente orientata delle norme in materia. La Cassazione ha stabilito che “l’attività giornalistica merita di essere salvaguardata contro ogni minaccia o coartazione che possa indebolire la sua “vitale funzione nel sistema democratico”». E non c’è differenza tra le grandi o piccole testate giornalistiche. Siano esse carta stampato oppure online. Insomma, per dirla con Colaianni che riporta l’espressione della Corte costituzionale, «la libertà di stampa è la pietra angolare dell’ordine democratico». 

Mal gliene colga quindi a chi cerca di limitare quel diritto sacrosanto che è la libertà di stampa e intimidire chi opera per informare sostenuto da dati di fatto, documenti e verifiche.  

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