Processo Meredith: la Bongiorno all'attacco

Arringa ficcante della legale di Raffaele Sollecito. Oggi è il turno della difesa di Amanda Knox

Cronaca
Giovinazzo martedì 01 dicembre 2009
di Gianluca Battista
© GiovinazzoLive.it

C’è di tutto nell’arringa difensiva di Giulia Bongiorno (nella foto), noto penalista componente del pool difensivo di Raffaele Sollecito, da Calamandrei a Socrate, passando per Sergio Endrigo.

Ieri, davanti alla Corte d’Assise di Perugia, una delle più note avvocatesse d’Italia ha preso la parola nel processo di primo grado che vede imputati il suo assistito e Amanda Knox per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher.

«In questo processo Raffaele Sollecito sembra essere un "allegatino" silenzioso di Amanda e non si capisce bene a cosa serve», ha attaccato la Bongiorno.

«AAA cercasi Raffaele Sollecito - ha proseguito - di lui in questo processo non si sa nulla. Non si conosce quale sia il suo movente. Amanda la strega, Amanda colma di odio. Ma Raffaele?».

Secondo il legale dell’ingegnere informatico giovinazzese, che ha anche citato una canzone del cantautore Sergio Endrigo, la costruzione dell’accusa è priva di elementi essenziali a tenerla in piedi.

Per l’avvocatessa siciliana, «un processo per omicidio senza movente, è un processo che lascia stupefatti».

Il legale ha anche ricordato che, la mattina del 2 novembre 2007, fu Raffaele Sollecito stesso ad allertare i Carabinieri.

«È sorprendente l’idea - ha detto la Bongiorno - che un assassino possa chiamare i Carabinieri e dire: venite a prendermi, sono sul luogo del delitto. Raffaele ha chiamato i Carabinieri e ha atteso insieme ad Amanda il loro arrivo seduto sui gradini davanti alla casa del delitto».

Molti i riferimenti all’altra co-imputata del delitto, quella Amanda dipinta da molti come una mente perversa.

Per la Bongiorno «Amanda Knox è la "Amelie di Seattle", guarda la gente con gli occhi di una bambina, sprizza energia ed ha un approccio con la vita spontaneo ed imprudente».

Il difensore del ragazzo giovinazzese ha così richiamato la protagonista del film "Il favoloso mondo di Amelie" alla quale i suoi amici paragonano la giovane americana. Lo stesso video che la Knox e Raffaele Sollecito hanno sostenuto di avere visto nelle ore in cui Meredith Kercher veniva uccisa.

Importante riferimento anche alle dichiarazioni rese dalla Knox durante gli interrogatori in Questura, gli stessi che portarono all’arresto dell’innocente Patrick Lumumba. «Ad Amanda - ha sottolineato - è stato negato il diritto al silenzio».

La Bongiorno ha poi ricordato che la Knox, all'epoca appena ventenne, era appena arrivata in Italia, non parlava italiano e non conosceva le leggi.

«Sembra così strano - ha chiesto riferendosi agli interrogatori della Polizia - che sia caduta in disperazione, abbia messo a verbale cose non vere e poi non abbia avuto il coraggio di cambiarle? Dovete decifrare Amanda».

Il legale ha quindi detto che la Knox è stata descritta dall’accusa come una "squartatrice". «Ma a me - ha chiosato - viene difficile pensarla così. Io la penso come gli amici di Amanda e cioè che lei guarda il mondo con gli occhi di Amelie».

Quanto al gancetto del reggiseno di Meredith con le impronte di Raffaele, repertato ben 46 giorni dopo dagli inquirenti, la Bongiorno non ha dubbi: «Doveva essere scartato fin dall’inizio», ha tuonato.

«O l’accusa spiega come è stato spostato - ha aggiunto - o dovete avere il coraggio di cestinarlo. Una sentenza giusta potrebbe essere contaminata da un gancetto così repertato».

Le udienze riprendono oggi con le arringhe dei difensori di Amanda Knox, gli avvocati Carlo Della Vedova e Luciano Ghirga. La sentenza è attesa per il fine settimana, dopo che i giudici si saranno riuniti in camera di consiglio.

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I commenti degli utenti
  • moana69 ha scritto il 16 dicembre 2009 alle 20:53 :

    iena6666 due parole....sei spregevole punto Rispondi a moana69

  • DDT_sterminator ha scritto il 02 dicembre 2009 alle 15:43 :

    E' davvero penoso assistere a queste discussioni quando in bilico c'è la vita di un ragazzo! Per chi lo conosce bene sa che Raffaele è innocente, in quanto nella sua vita ha lasciato tracce importanti della sua indole di estrema bontà! E' normale che ognuno metta in campo tutte le sue risorse, poche o tante che siano, per difendersi da una tale accusa. Vi prego fate silenzio!!! sopratutto tu .....IENA Rispondi a DDT_sterminator

  • iena6666 ha scritto il 02 dicembre 2009 alle 14:25 :

    Il 90 per cento dell'italia la pensa come me. Adesso tocca a te riflettere. Rispondi a iena6666

  • sarachille ha scritto il 02 dicembre 2009 alle 07:59 :

    E a proposito del potere e dei soldi... Potrei tranquillamente denunciarti e chiamarti davanti ad un giudice perchè tu possa dimostrare cosa o chi con il potere e con i soldi avremmo comprato ma mi limito a dirti che se fossi in te mi vergognerei.Probabilmente hai qualche problema, sei solo un insoddisfatto e frustato per gioire del dolore altrui.Sinceramente susciti pietà.Guardati dentro e rifletti Rispondi a sarachille

  • sarachille ha scritto il 02 dicembre 2009 alle 07:39 :

    Da un giorno all'altro a chiunque potrebbe succedere una simile tragedia e ritrovarsi dietro le sbarre nel vano tentativo di difendersi dai tentacoli della pseudogiustizia.La solita storia all'italiana...uno dei tanti casi in cui dopo vent'anni anche Raffaele,come già tanti altri,si sentirà dire:"Si è trattato di un errore giudiziario.Chiediamo scusa".Troppo tardi!PROVARE PER CREDERE Rispondi a sarachille

  • sarachille ha scritto il 02 dicembre 2009 alle 07:38 :

    Giusto, più che giusto!Fosse stato un poveraccio non in grado di dimostrare la sua reale innocenza,questo processo sarebbe terminato già da un pezzo con la condanna di un innocente.E' questo che dovrebbe far paura a ognuno di noi.Dovrebbe far paura anche a te, iena. Non ergerti a giudice, anche tu non sei immune dallo stritolamento giudiziario... Rispondi a sarachille

  • pessoa71 ha scritto il 01 dicembre 2009 alle 21:20 :

    Iena, non dare giudizi affrettati. Aldilà del fatto che uno possa permettersi i migliori avvocati, in questo caso non ci sono prove inconfutabili, nè si conosce la reale dinamica. C'è solo una ragazza morta e più di una persona immischiata. L'epilogo non lo sa nessuno e Raffaele per adesso è ancora in carcere dopo 2 anni mentre invano cerca di dimostrare la sua innocenza. Credi che sia più pericoloso di un serial killer? E se si fosse trattato solo di un incidente? E se fosse innocente? Rispondi a pessoa71

  • iena6666 ha scritto il 01 dicembre 2009 alle 09:44 :

    Fosse stato un poveraccio questo processo sarebbe terminato gia' da un bel pezzo,purtroppo la giustizia e' in mano a chi ha il potere e con i soldi si compra tutto..... L'epilogo oramai gia' lo sappiamo,la solita storia all'italiana. Rispondi a iena6666