coronavirus

Si riparte, ma non è «liberi tutti»

Per rispetto dei camici bianchi, ancora prudenza

Attualità
Giovinazzo lunedì 18 maggio 2020
di La Redazione
medici di base
medici di base © Nc

Non è ancora tempo di bilanci. Tanto meno adesso che molte attività stanno riaprendo, seppur con dei liniti. Ancor di più adesso che siamo tutti in apprensione per capire se le misure restrittive imposte da inizio marzo abbiano sortito gli effetti sperati. Se siamo riusciti in qualche modo ad arginare il contagio. I dati odierni parlano di soli 5 nuovi casi in tutta la Puglia.
Ma ci dicono anche che ben 378 operatori sanitari sono rimasti contagiati. Medici e infermieri che hanno lottato in prima linea per la salvare quanti sono stati ricoverati negli ospedali, quanti sono entrati nelle rianimazioni e che hanno subito le conseguenze della loro opera. Li abbiamo salutati come eroi. Ci siamo emozionati nel vederli in televisione e sui media coperti dalle loro protezioni, con i volti segnati dagli elastici delle mascherine dopo ore e ore di lavoro. Li abbiamo applauditi, ci siamo in qualche modo immedesimati con loro.
Adesso non vanifichiamo tutto questo. Non è ancora il tempo del «liberi tutti» come qualcuno vuol pensare o credere. È ancora il tempo della precauzione, il tempo del timore. Non dobbiamo vanificare tutto lo sforzo che quei camici bianchi hanno profuso in questi mesi. Lo dobbiamo a loro, per rispetto che gli dobbiamo, per il rispetto che dobbiamo a noi stessi.

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