Telefonia mobile

Antenne, il futuro che fa paura?

«Il 5G non ha interesse per la telefonia, guarda alla domotica»

Attualità
Giovinazzo domenica 17 maggio 2020
di mino ciocia
Antenne telefonia mobile
Antenne telefonia mobile © n.c.

«In molti si stanno esprimendo sulla tecnologia 5G ma sono proprio quelli che non ne conoscono il concetto». Così esordisce Sante Defronzo, da 35 anni impegnato nel campo delle onde elettromagnetiche per conto si una società di rilevanza nazionale.
«Dire che le onde elettromagnetiche abbiano delle ripercussioni sull’uomo – ricorda - è una affermazione corretta. Dire che facciano male, o quanto facciano male, è invece tutto da dimostrare. Siamo circondati dalle onde elettromagnetiche. Basti pensare al forno a microonde. I suoi impulsi, per esempio, cuociono la carne. Ma anche l’asciugacapelli emette onde elettromagnetiche, solo per rimanere a due dispositivi domestici e a noi familiari. Ma non ce ne preoccupiamo. Perché dovremmo quindi preoccuparci del 5G?».
Secondo Defronzo, immaginare un mondo senza quelle emissioni , da qualunque cosa vengano prodotte, significherebbe tornare indietro di 200 anni.
«Si dibatte da 50 anni su questi argomenti – continua - a beneficio però dei negazionisti.Ma le organizzazioni internazionali su questo tema rimarcano solo di adottare il principio di precauzione. Nessuno è mai riuscito a dimostrare gli effetti sull’uomo di quelle radiofrequenze».
Il principio di precauzione è ampiamente adottato dalla Stato italiano. «Il valore delle emissioni delle onde elettromagnetiche – ricorda Defronzo – sul territorio nazionale è di ben 50 volte inferiore dei valori limite stabiliti dalle organizzazioni internazionali. Le onde viaggiano con una frequenza di 6 volt per metro quadro. Naturalmente è compito di agenzie come l’Arpa vigilare sulle corrette emissioni, che sono poi quelle utilizzate da tutte le tecnologie esistenti. Compreso il 5g».
Sono i valori su cui si basano anche le più banali radiografie. Ma allora cosa fa paura di questa nuova tecnologia? «Rispetto alle altre tecnologie – risponde Defronzo - non cambia nulla rispetto alle missioni. C’è chi ha paura di veder sorgere migliaia di antenne, ma non c’è nulla di più falso. Quello che cambia rispetto al passato con la tecnologia 5G è semplicemente la capacità di codifica del segnale e la sua latenza. Cioè il tempo che intercorre tra la “domanda” e la “risposta”. Tutto questo a beneficio degli sviluppi della tecnologia in ogni campo, a cominciare da quella domestica». La domotica, in altre parole, quella che fa diventare intelligenti frigoriferi e lavatrici, tanto per fare un banale esempio.
«Oggi si parla molto di automobili che possono viaggiare senza pilota – è un altro esempio portato da Defronzo – Come i veicoli potranno riconoscere ostacoli o itinerari senza l’uso di tecnologie appropriate? E una di queste tecnologie è data proprio dal 5G». Sulla telefonia mobile, invece, non c’è nulla di diverso rispetto alle tecnologie già in essere. «Ma vi pare che a qualcuno interessi investire in nuove antenne solo per migliorare la qualità del segnale telefonico? – afferma Defronzo – Quei segnali viaggiano già sulle vecchie tecnologie e su quelle continueranno a viaggiare. Sono onde elettromagnetiche che sono in circolo dai tempi di Guglielmo Marconi. Da qual punto di vista non è cambiato nulla. Per telefono riconosciamo il numero di chi ci chiama e riconosciamo persino la voce. Usiamo i social che viaggiano sulle stesse frequenze della telefonia mobile emettendo lo stesso segnale, possiamo videochiamarci anche a distanza di migliaia di chilometri. Il 5G non si occupa di questo. È una tecnologia che guarda a tutte le altre applicazioni, a quelle attualmente a nostra disposizione e a quelle che ci riserva il futuro. In termini di business l’affare è quello. Sui tetti dei nostri condomini non cresceranno nuove antenne. Il 5g darà invece la possibilità di interagire e essere in collegamento a migliaia di oggetti contemporaneamente. Siano essi i telefonini, i computer di casa, gli allarmi delle nostre abitazioni. Tutto in una unica soluzione».Del resto per la nostra qualità della vita che è sempre connessa e per far fronte alle sempre più alte richieste come ad esempio la videosorveglianza, la necessità di avere a disposizione dispositivi all’altezza dei nostri bisogni diventa di primaria importanza.

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I commenti degli utenti
  • Giancarlo GS ha scritto il 21 maggio 2020 alle 08:28 :

    concordo pienamente con Sante! Il 5G è l'evoluzione naturale delle tecnologie radiomobili già presenti, le radiazioni elettromagnetiche non aumenteranno anzi ci sarà un efficientamento delle potenze irradiate grazie al funzionamento "intelligente" delle nuove antenne che irradiano potenza dove effettivamente serve. Inoltre le bande di frequenza utilizzate sono le stesse utilizzate da anni in ambito televisivo, satellitare e di WiMax. Rispondi a Giancarlo GS