coronavirus

Fase 2: il sud è meno a rischio

Lo studio della Fondazione Gimbe

Attualità
Giovinazzo domenica 03 maggio 2020
di mino ciocia
balcone in quarantena
balcone in quarantena © mino ciocia

Siamo alla vigilia della «Fase 2», quella che promette l’allentamento delle misure restrittive causate dalla pandemia Covid 19. Tra richieste di maggiori aperture e timori della ripresa dei contagi, il dibattito è aperto e in certi casi anche serrato. Alcune volte i toni si accendono disconoscendo persino le evidenze scientifiche. A far chiarezza ci prova la «Fondazione Gimbe».
La Fondazione che ha sede a Bologna, ha lo scopo di favorire la diffusione e l’applicazione delle migliori evidenze scientifiche con attività indipendenti di ricerca. Il suo fine è quello di migliorare la salute delle persone e di contribuire alla sostenibilità di un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico. In questa occasione ha condotto uno studio proprio nell’imminenza della «Fase 2» evidenziando come Piemonte, Lombardia, Liguria e Trentino, siano le regioni più ancora a rischio. A causa dei dati sull’andamento del contagio che in quelle regioni non sono ancora stabili, e soprattutto perché lì si concentra l’80% della popolazione che da domani tornerà al lavoro.
Dato questo che con l’apertura di tante attività, e tutte insieme, potrebbe far fare passi indietro nella lotta al Covid 19. Per questo la Fondazione ritiene che quelle quattro Regioni non possono essere considerate ancora fuori dalla «Fase 1». «Purtroppo se i contagi dovessero risalire non sarà possibile accertarlo non prima di due settimane».
Di contro, al Sud la situazione è decisamente meno a rischio. Le riaperture, secondo la Fondazione, sarebbero più plausibili. Senza dimenticare però la prudenza. E prudenza significa l’uso delle mascherine come raccomanda la «Fondazione Gimbe» quanto meno come principio di precauzione, perché le evidenze indicano sempre di più che la trasmissione da soggetti asintomatici è il «tallone d’Achille» delle strategie per contenere la pandemia. Il virus, insomma, è sempre in agguato.

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