La struttura sanitria

"Casa della salute", le riflessioni di Michele Sollecito

Il racconto del complicatissimo iter partito nel 2012 e una stoccata agli avversari: «La risposta migliore ai detrattori che su questa vicenda ci hanno preso in giro con quell’ironia che fa male»

Attualità
Giovinazzo mercoledì 29 gennaio 2020
di La Redazione
Il rendering della
Il rendering della "Casa della salute" di Giovinazzo © Nc

Verrà presentato oggi pomeriggio alle 18 in sala San Felice il progetto della "Casa della salute" di Giovinazzo. Il vicesindaco Michele Sollecito ha pubblicato sulla propria pagina Facebook un racconto del travagliato e lunghissimo iter della struttura, una vicenda cominciata nel 2012.

«La giornata di oggi rappresenta per un amministratore locale una giornata che rinfranca, fa riprendere forza e coraggio nell’azione politica a vantaggio di una comunità. Il percorso della “Casa della Salute” viene da lontano sin dal 2012. La lettera l’ho scritta al primo assessore regionale alla salute con il quale ci siamo confrontati, il dottor Attollini.

Nella lettera c’è scritto che il primo incontro per dare il via a questa operazione si è tenuto il 26 giugno 2012 presso l’ufficio dell’allora direttore generale della Asl, dottor Colasanto. Il 26 giugno 2012….appena 25 giorni dopo l’insediamento della prima giunta Depalma. Per noi era un obiettivo primario da inseguire quanto prima: dignità ai servizi sparsi sul territorio, dignità al nostro poliambulatorio, dignità ai nostri operatori e ai cittadini tutti e magari l’avvio di qualche nuovo servizio.

Certo non è stato facile: più volte si è ripartiti da zero. Perché dopo Attollini arrivò l’assessore Gentile e poi l’assessore Pentassuglia. Dopo il dottor Colasanto alla direzione generale Asl c’è stata la dottoressa Melli, e poi il dottor Ruscitti, il dottor Montanaro e adesso il dottor Sanguedolce. Ad ogni cambio occorreva riprendere la questione perché allo stesso tavolo occorreva far sedere il Comune (che cedeva l’area di proprietà dove oggi c’è il rudere), la Asl (che doveva redigere il progetto ed eseguire le opere) e la Regione che doveva finanziare l’intervento. I passaggi sono stati tanti ma nonostante tutto sia gli assessori regionali e sia i direttori generali della Asl sono stati sempre disponibili e pronti a collaborare. E così arriviamo alla firma dal notaio nel 2017, l’affido della progettazione ed oggi la presentazione del progetto.

Far partire un’opera pubblica è davvero complesso: e non è affatto scontato che a distanza di quasi otto anni un amministratore possa raccontarlo. Spesso anche i politici passano e altrettanto spesso non riescono a vedere terminate le opere da loro avviate.

Va da sé che questa presentazione di oggi è la risposta migliore ai detrattori che su questa vicenda ci hanno preso in giro con quell’ironia che fa male, con quel sarcasmo che irride per umiliare piuttosto che per sferzare. C’era il medico-Cassandra che riteneva che la nostra fosse una casa della salute “persa”, c’è il consigliere comunale che ha parlato di operazione “farlocca”, il consigliere che a seguito di questa grande massima con il risolino incalzava esclamando “la cittadella della salute” e giù sorrisini di scherno e ironica commiserazione.

Questa operazione porta solo vantaggi a Giovinazzo: perché piuttosto non incoraggiarci? Non so darmi ancora risposte. Ma per fortuna conservo tutto e il carteggio dimostra quanto ci siamo impegnati e con quanta tenacia abbiamo inseguito questo sogno. In questi momenti è doveroso rivolgere un grazie di cuore al sindaco e agli amici della vecchia e dell’attuale amministrazione: insieme ne abbiamo sopportate e ne sopportiamo di tutti i colori ma quando si tratta di portare a casa il risultato per Giovinazzo… beh allora non ce n’è per nessuno… A stasera, ore 18.00 sala san felice».

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 30 gennaio 2020 alle 15:13 :

    A Wuhan i cinesi stanno facendo molto meglio in molto minor tempo. In ospedale da 2.500 posti in poche settimane. Impariamo. Rispondi a Franco