L'iniziativa

A Giovinazzo apre lo sportello pedagogico clinico di mediazione familiare

Domani alle 17 l'inaugurazione. Situato a Palazzo di Città sarà guidato da Corsina Depalo. L'obiettivo: punto di riferimento per i bisogni educativi della comunità e la mediazione dei conflitti famigliari

Attualità
Giovinazzo mercoledì 16 ottobre 2019
di La Redazione
Mediazione famigliare, a Giovinazzo apre uno sportello
Mediazione famigliare, a Giovinazzo apre uno sportello © Nc

Un punto di riferimento per favorire i bisogni educativi della comunità e disinnescare o ricomporre i conflitti nelle famiglie. In occasione del mese dedicato alla Mediazione familiare a Giovinazzo sarà aperto da domani, giovedì 17 novembre, alle 17 lo sportello Pedagogico clinico di mediazione familiare collocato al piano terra di Palazzo di Città. All’inaugurazione saranno presenti il sindaco Tommaso Depalma, l’assessore alle Pari opportunità Colaluce e l’assessore alle Politiche sociali Sollecito, nonché le Consulte comunali. Lo sportello, che sarà aperto il primo e il terzo giovedì di ogni mese, è guidato da Corsina Depalo, mediatrice familiare Aimef e pedagogista clinico Anpec nonché presidente dell’associazione di volontariato Eugema Onlus.

L’iniziativa intende promuovere la cultura della mediazione come percorso privilegiato di prevenzione per riorganizzare la relazione coniugale, genitoriale e familiare e per prevenire la degenerazione del conflitto o evitare ricadute devastanti che una separazione mal gestita può causare sui soggetti coinvolti, in particolar modo sui minori. La particolare azione pedagogica ed educativa dello sportello Pedagogico Clinico e di Mediazione Familiare è rivolta a rispondere ai bisogni educativi e sociali delle persone, in particolare interventi di aiuto e attività di ascolto sulla genitorialità in favore di genitori singoli, coppie e gruppi.

Nello specifico sarà offerto sostegno a persone single o genitori “effettivi” o “biologici” con uno o più figli, genitori “in attesa”, coppie coniugate e di fatto, coppie che stanno “pensando” di diventare genitori, genitori con figli adottati, e genitori affidatari, genitori con figli che provengono da altri matrimoni le cosiddette famiglie “allargate”, genitori separati o divorziati, genitori in conflitto, nuove coppie, con persone dello stesso sesso, genitori con figli disabili, genitori di figli che presentano fragilità (Bes, DSA, vittime di bullismo, con dipendenze), etnogenitorialità, genitori che hanno subito perdite ma anche nei confronti insegnanti, dirigenti scolastici per promuovere azioni e sostegni ai genitori e alle famiglie degli studenti.

Lo Sportello di ascolto avrà come obiettivo quello di creare uno spazio d’ascolto e di riflessione, creare opportunità di prevenzione delle difficoltà personali, relazionali, conflittuali nei diversi contesti di vita creare una opportunità di rilettura delle dinamiche relazionali di coppia e del genitore singolo con il/i proprio/i figlio/i, prevenire, individuare i possibili abusi, maltrattamenti, violenze assistite dei minori e creare un collegamento con le risorse presenti sul territorio predisponendo interventi di aiuto continuativi e mirati.

Per appuntamenti e informazioni si può telefonare al numero 3454323094.


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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 17 ottobre 2019 alle 07:48 :

    La vicenda di Bibbiano deve pure insegnare qualcosa non si può fare come se nulla fosse successo e dimenticare che alcune perizie su maltrattamenti in famiglia fossero "forzate da assistenti sociali e psicologhe. Mettere la testa sotto la sabbia non serve a nessuno. Rispondi a Franco

  • Corsina Depalo ha scritto il 16 ottobre 2019 alle 19:34 :

    Gentilissimo, Forse nn ha letto bene, offriamo un servizio, non siamo in cerca di lavoro che fortunatamente abbiamo. Disponile al un colloquio. L’aspetto Rispondi a Corsina Depalo

  • Franco ha scritto il 16 ottobre 2019 alle 08:53 :

    Dopo i fatti di Bibbiano bisogna andarci davvero coi piedi di piombo in queste mediazioni familiari in queste analisi psicologiche che spesso aprono la strada soltanto al business delle Onlus delle case famiglia. Rispondi a Franco