La nota

Plafoniere rotte in una scuola, il Sindaco interviene per ripararle

Tommaso Depalma: «Mi vergogno di rappresentare questa macchina della sciatteria»

Attualità
Giovinazzo venerdì 13 settembre 2019
di La Redazione
Le plafoniere riparate in un aula della Don Saverio Bavaro
Le plafoniere riparate in un aula della Don Saverio Bavaro © Nc

Dopo mesi di lassismo, di rimpalli da un ufficio all’altro, di avvicendamento di tecnici e sopralluoghi e di carte ferme sulle scrivanie, non ce l’ha fatta più.

Stamattina il sindaco di Giovinazzo, Tommaso Depalma, alle 7,30, ha preso la cassetta degli attrezzi e con due operai si è recato presso la scuola elementare “Don Saverio Bavaro” per porre fine a una situazione paradossale. Ne dà notizia una nota diffusa da Palazzo di Città.

Da circa un anno - prosegue il comunicato -, quattro delle sei plafoniere che fanno luce a un’aula non funzionavano. Da circa un anno i continui solleciti del sindaco agli uffici competenti. Da circa un anno un problema “insormontabile” rimasto irrisolto. Fino a stamattina.

«Solo 5 minuti di buona volontà e un interruttore da 5 euro per risolvere un problema lì da quasi un anno. Non ho dovuto cambiare neanche i cavi che, in via precauzionale mi ero portato, ma solo un interruttore. Pensate, solo un interruttore - dichiara il sindaco Depalma -. E per sostituire un interruttore è quasi un anno che mi appello agli uffici del Palazzo, ma senza risultato. Alle liturgie della Pubblica Amministrazione, ai balletti delle competenze, alla svogliatezza tipica di qualche dipendente comunale figlio, alla Checco Zalone, del “posto fisso”, e al poco amore per il proprio lavoro, preferisco la mia indole di operaio, di persona abituata a trovare soluzioni e di cittadino che ama la sua città. Ho visto che ci sono cavetti delle tapparelle da sostituire, una finestra in un bagno rotta da anni. Chiedo scusa per tanta inefficienza e mi assumo per intero la responsabilità di rappresentare questa vergognosa macchina della sciatteria. D'ora in avanti cercherò di ritagliarmi ulteriore tempo per andare di persona nelle scuole cittadine e verificare che vengano garantite le minime ma sacrosante manutenzioni. E se le liturgie perditempo continueranno, denuncerò pubblicamente quei disservizi e continuerò nel mio piccolo a fare quel che potrò con i miei mezzi. E se qualcuno vorrà denunciarmi, faccia pure, andrò con piacere davanti a un giudice per raccontare l'orrore di certa parte di Pubblica Amministrazione e per ricordare che il dovere di tutti noi è quello di dare risposte concrete ai cittadini e non di nascondersi dietro email inutili o dietro una vigliacca quanto improduttiva burocrazia».

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