Da Facebook

Verso la festa patronale, la storia dell'edicola della Madonna di Corsignano

Il racconto del rinnovo della cornice d'argento del quadro in occasione del 500esimo anniversario dalla proclamazione come Patrona di Giovinazzo pubblicata sulla pagina Facebook Comitato feste

Attualità
Giovinazzo domenica 11 agosto 2019
di La Redazione
L'edicola della Madonna di Corsignano
L'edicola della Madonna di Corsignano © Nc

Sulla pagina Facebook del Comitato feste di Giovinazzo è stato pubblicato nei giorni scorsi il racconto della costruzione della nuova edicola della Madonna di Corsignano, quella che cioè ancora oggi vediamo. La storia, tratta dal libro "Maria SS. di Corsignano - Protettrice di Giovinazzo" a cui hanno collaborato Michele Bonserio e don Nicola Melone, è stata scovata da Florinda Bavaro che in varie puntate sta svelando agli utenti dei social alcuni aspetti del culto della patrona di Giovinazzo.

L'edicola della Madonna di Corsignano
Ettore Bernich, Napoli 1901
Siamo nel 1888 e sono passati ormai cinque secoli da quando la Vergine di Corsignano veniva proclamata Patrona di Giovinazzo. In occasione del centenario, si pensò, dunque, di rinnovare la cornice d'argento del quadro, la quale per il suo disegno barocco mal corrispondeva allo stile bizantino dell'immagine. Un'apposita commissione decise di rivolgersi agli artisti più conosciuti; vennero raccolte oblazioni da ogni ceto cittadino, ma allora non se ne fece nulla in quanto la popolazione si trovò in difficoltà economiche, essendo mancato il raccolto. Soltanto 10 anni dopo si poté festeggiare in grandissimo stile il centenario (510 anni) .
Una commissione di cui facevano parte cittadini di ogni ceto: nobili, professionisti, artigiani, contadini e specialmente marinai, con a capo il Sindaco e l'alto Clero della Cattedrale, mise su un programma di festeggiamenti ; si poté finalmente rinnovare la cornice, il cui disegno venne scelto ad unanimità da un'assemblea generale di cittadini tenuta nell'aula del Palazzo Comunale, il 1° maggio 1896.
Il disegno scelto fu quello di Ettore Bernich; il difficile lavoro venne affidato a Costantino Calvi, scultore e incisore ed argentiere ; lo scultore, Eugenio Maccagnini, leccese, fu incaricato di realizzare i due angeli che sono sulle colonne, e gli altri che nella lunetta sorreggono la corona della Vergine, nonché i due alti leoni, e il mascherone dove sono collocate le lampade. Quanto al basamento su cui deve essere posta l'edicola quando è portata in processione per Giovinazzo, esso fu realizzato in legno da artisti locali, servendosi degli alunni intagliatori dell'orfanotrofio di cui era allora presidente il Cav. Palombella.





Lascia il tuo commento
commenti