Il sosltizio

​Cinque cose da fare a Giovinazzo quando comincia l’estate

Un percorso sensoriale per scoprire l’anima della città tra luoghi dove tuffarsi, corse all'alba sul lungomare, musica e gelati

Attualità
Giovinazzo venerdì 21 giugno 2019
di La Redazione
Le luci dell'alba sul porto di Giovinazzo
Le luci dell'alba sul porto di Giovinazzo © Sabino Bavaro

Se c’è un momento in cui Giovinazzo raggiunge il massimo della sua bellezza, quello è l’inizio dell’estate. L’azzurro del mare, il blu del cielo quando si fa sera, o il bianco delle pietre del centro storico sono in realtà la quinta naturale di uno stato d’animo che solo la bella stagione sa offrire. Abbiamo scelto cinque piccoli momenti in cui scorgere l’anima di Giovinazzo, una sorta di percorso sensoriale da provare senza fretta, prendendosi tutto il tempo che si vuole per far fluire le emozioni, che, siamo certi, arriveranno.

Correre (o camminare) all’alba sul lungomare di Levante

Sbucare dalla passerella e voltare a destra percorrendo piazzale Aeronautica Militare e poi tutto il lungomare di Levante la mattina presto, quando il sole è ancora una palla rossa che nasce dal mare. Poi, mentre la strada si srotola sotto i vostri piedi, il sole comincia a salire nel cielo luccicando sul mare che di solito nelle prime ore della giornata è molto calmo. Il panorama è da urlo anche nel percorso di ritorno, quando la luce del mattino illumina le case del centro storico. Il resto lo fanno le endorfine che entrano in circolo, trasformando la corsa o la camminata in una lunga e bellissima emozione.

Fare il bagno al vavatone dei Turchi (ma anche in altri luoghi)

Il vavatone dei Turchi è una fenditura nella roccia sul lungomare di Ponente. Il toponimo deriverebbe da un fenomeno ormai anacronistico: quello di fare il bagno in un luogo appartato, lontano da occhi indiscreti. Da qui vavatone (la tinozza). Turchi invece si potrebbe collegare al fatto che i marinai giovinazzesi avevano visto piccole insenature, simili a questa, nei loro viaggi verso oriente. Basterebbe il nome esotico per incuriosire chiunque. In più c’è il colore del mare che qui vira dal verde al blu. La voglia di tuffarsi è troppo forte e va solo assecondata. Ma vale la pena provare anche un bagno al porto vecchio, che diventa una specie di piscina quando soffia il maestrale; gli scogli del “Ponte”, lì dove faceva il bagno Valentino Mazzola, o quelli dei “Monaci” e la “Trincea” con un accorgimento: inebriarsi del profumo del mare e riempirsi gli occhi del suo colore.

Mangiare un gelato (o una granita) in piazza Vittorio Emanuele

Subito dopo la “controra” sceglietevi un tavolino di un bar di piazza Vittorio Emanuele e dintorni, oppure una panchina all'ombra. Prendetevi un gelato, o una granita di caffè. Magari appena preparata che aggiunge un bonus di sapore. E godetevi lo spettacolo di una Giovinazzo quintessenza del Sud: gli anziani seduti sulle panchine che aspettano la sera, conversando tra di loro oppure standosene semplicemente zitti l’uno accanto all’altro.

Ascoltare la musica dei “Boys of Costantinopoli”


Se è vero che le cose migliori sono nascoste i “Boys of Costantinopoli” sono una delle gemme più preziose della città. In un locale che si affaccia su piazza Costantinopoli all’ombra della statua di San Michele alcuni musicisti ogni tanto si ritrovano per improvvisare sessioni che forse sono qualcosa più vicino alla poesia che alla musica. Purtroppo non è possibile sapere precisamente quando (di solito il pomeriggio o la prima serata), ma vale la pena provare. E se si è fortunati avvicinarsi alla soglia o sedersi sui gradini facendosi trasportare dalla bellezza del loro swing.

Stare fino a notte fonda a chiacchierare su una panchina

Quando la notte scende i rumori si fanno ovattati, i ritmi calano e anche il caldo allenta la presa. È questo il momento in cui le azioni lasciano il posto alle parole. Conoscersi, raccontare o stare ad ascoltare d’estate è più facile. Magari seduti su una panchina in mezzo al silenzio del centro storico o di fronte al mare notturno. A Giovinazzo ci sono posti speciali in cui farlo: i gradini di piazza Meschino su cui svettano le torri della Cattedrale; ma anche con le gambe penzoloni sulla rotonda di fronte al porto di Aeronautica Militare con il vento che accarezza i capelli.

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