La presentazione

"Bari Calibro 9", un report a 360° sulla criminalità barese

Sabato scorso la presentazione dell'ultimo libro di Domenico Mortellaro. Presenti il procuratore Giuseppe Volpe e il giornalista Leonardo Zellino

Attualità
Giovinazzo mercoledì 05 giugno 2019
di Enrico Tedeschi
Bari Calibro 9, la presentazione del libro di Domenico Mortellaro
Bari Calibro 9, la presentazione del libro di Domenico Mortellaro © Nc

Grande colpo a segno, sabato scorso, della Pro Loco Giovinazzo e del Progetto Socrate Associazione Culturale che hanno visto una sala San Felice piena come solo nei migliori eventi. Né poteva essere considerata da meno questa presentazione dell’ultimo libro dell’ormai noto criminalista Domenico Mortellaro, vista oltretutto la presenza al tavolo del Procuratore Capo della Repubblica di Bari con delega all’Antimafia, Giuseppe Volpe, e del giornalista Leonardo Zellino, inviato del Tg2 Rai , autore tra l’altro di alcuni servizi su episodi eclatanti della mafia pugliese.

Con un puntuale e preparato moderatore nel presidente dell’Associazione Socrate, Savino Alberto Rucci, più che della presentazione di uno straordinario “Bari Calibro 9 – Storia della camorra barese” si è quasi trattato, alla fine, di un vero e proprio report a 360 gradi sulla complessa fenomenologia della criminalità di tutta la nostra regione, con tanto di “Nomi e Cognomi” anche della malavita locale, giusto per ricordare anche il bel film noir girato a Giovinazzo quattro anni fa. Insomma una storia della “camorra di Bari”, quella scritta da Mortellaro, che Zellino non ha esitato a definire «la fotografia che mancava alla narrazione di questa Città»; ancora più netto il giudizio del sempre molto misurato procuratore Volpe che però, stavolta, non ha certo lesinato un giustificato apprezzamento all’autore per questo «lavoro di 15 anni di studio approfondito… da sociologo, criminologo e storico… di densità incredibile » per una «… pubblicazione di valore scientifico elevatissimo».

Persino un breve excursus sull’attività della Procura e i risultati conseguiti anche grazie al metodo da lui introdotto (con tanto di riconoscente elogio ai suoi collaboratori e a tutte le forze dell’ordine) un caloroso applauso del pubblico ha poi salutato il termine dell’intervento del dottor Volpe. Conclusione naturalmente affidata allo scrittore di casa nostra, qui alla sua quinta fatica, è con vivide immagini a foschi colori che Mortellaro, ha descritto un’attualità ricca di scene alla “Gomorra”, dopo una sua puntuale ricostruzione del passato: dagli errori di pianificazione dell’edilizia popolare del dopoguerra che, inseguendo la visione di una Bari che da “Porta d’Oriente” potesse divenire una sorta di moderna «… Londra del Mediterraneo», portarono in una sorta di spartizione territoriale alla creazione dei «6 “vangeli”» (ovvero il secondo più alto grado di comando nella massima gerarchia criminale) nonché il germe, per metastasi o imitazione, delle configurazioni mafiose ora presenti in tutta la Puglia.

Chiaro e forte il suo appello finale a rompere il muro di omertà che permette alla malavita di soffocare la società civile o alle famiglie di vigilare meglio sui minori (non sottovalutando neanche il piccolo segnale di un “innocente spinello”) non pochi i suoi appunti sulle tante inadeguatezze del sistema che vanno assolutamente corrette per poter permettere allo Stato di contrastare meglio il nuovo, spiazzante fenomeno di una galassia delinquenziale sempre più parcellizzata, senza freni ed in continua trasmutazione. Appuntamento davvero imperdibile, con persino due ex sindaci tra il pubblico ma nessun esponente della Giunta comunale presente, unicuique suum, non ne ha risentito la sala, non ne ha risentito la processione della Madonna delle Grazie.

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