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​Il giovinazzese John Turturro diventa Guglielmo da Baskerville nella serie tv "Il nome della rosa"

Stasera su Rai1 in onda la prima puntata. Depalma: «Tutti davanti alla tv per vedere il nostro figlio più illustre». L'antico mistero di Guglielmo di Alnwick

Attualità
Giovinazzo lunedì 04 marzo 2019
di La Redazione
John Turturro nei panni di Guglielmo da Baskerville nella serie tv
John Turturro nei panni di Guglielmo da Baskerville nella serie tv "Il nome della rosa" © Mondofox

Grande attesa a Giovinazzo per la prima puntata de "Il nome della rosa", la serie tv diretta da Giacomo Battiato in onda questa sera, alle 21 su Rai1. Ad interpretare il personaggio di Guglielmo da Baskerville sarà John Turturro, l’attore americano di origini giovinazzesi. Il padre Nicola Turturro, infatti, nato a Giovinazzo, partì alla volta dell’America con i genitori in giovanissima età.

Un legame con la sua terra d’origine che il grande attore non ha mai spezzato. Ma la storia della serie televisiva che andrà in onda stasera conduce a Giovinazzo anche per altri motivi

La storia, ambientata in Italia nel 1327 e ripresa dall’omonimo romanzo di Umberto Eco, vede protagonisti il frate francescano Guglielmo da Baskerville e il giovane novizio Adso da Melk.

Alcuni tratti del personaggio fittizio di Guglielmo da Baskerville ricordano Guglielmo di Alnwich, il teologo inglese francescano che fu vescovo di Giovinazzo dal 1329- 1330 al 1333. Guglielmo di Alnwich nel 1303 era dottore in Teologia a Parigi, riconosciuto fra i pochi maestri stranieri che sedevano accanto al re di Francia Filippo IV nella sua disputa contro Papa Bonifacio VIII. Dopo aver insegnato in altri centri europei di educazione come Montpellier , Bologna e Napoli, tornò in Inghilterra dove risulta essere stato maestro reggente francescano all' Università di Oxford. Nel 1329, dopo essere fuggito a Napoli per scappare alle ire di Papa Giovanni XXII, trovò protezione sotto Re Roberto D’Angiò che lo nominò vescovo di Giovinazzo.

E questa è la storia accertata. Ma all’indomani della pubblicazione del romanzo di Umberto Eco, in tanti cercarono di capire a chi si fosse ispirato lo scrittore piemontese per la figura di Guglielmo da Baskerville. Nel 1988 don Gaetano Valente, un prete terlizzese, consultando alcuni testi di storia della chiesa, scoprì Guglielmo da Alnwick e ipotizzò che potesse essere il protagonista del romanzo di Eco. Don Valente provò anche a contattare Eco, ebbe anche un colloquio nel quale lo scrittore si mostrò incuriosito da questa storia. Ma tutto finì lì. All’epoca dei fatti non c’era alcuna fonte diretta che provasse che Guglielmo l’inglese fosse veramente stato vescovo di Giovinazzo. La prova inconfutabile la trovò Michele Bonserio, noto storico giovinazzese, per oltre 40 anni responsabile dell’Archivio Diocesano di Giovinazzo dove sono custodite preziosissime pergamene.

Tra queste, nel 2002, Bonserio ne trovò una, la numero 48 del 1333. Si tratta di un’autorizzazione ad erigere una cappella, concessa da Symon de Anglia vicario, come si legge nel documento, di fra’ Guglielmo vescovo di Giovinazzo. E, come sostenne lo stesso Bonserio a seguito della scoperta, in quel tempo non c’erano molti frati francescani inglesi in Italia.

«Stasera io e tutta Giovinazzo saremo davanti alla tv per vedere il nostro John Turturro - dichiara il sindaco di Giovinazzo, Tommaso Depalma -. Un figlio illustre della nostra terra, di fama mondiale, vestirà i panni del celebre personaggio di Umberto Eco. E se è vero, come da decenni affermano i nostri storici locali, che Gugliemo da Baskerville e Gugliemo da Alnwich siano la stessa persona, è singolare che sia toccato proprio a un attore "giovinazzese", interpretare l’illuminato Vescovo di Giovinazzo. Io non credo al caso, credo piuttosto che ogni cosa accada secondo un progetto che a noi sfugge. E se tanto mi dà tanto, cullo il sogno di poter riabbracciare presto a Giovinazzo il nostro figlio più illustre».

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