La vicenda

Sfregiato con lo spray Palazzo Vescovile. Due minorenni verso l'identificazione

Sei graffiti comparsi tra sabato e domenica sulla parte retrostante dell'edificio. Le indagini degli inquirenti con l'ausilio delle telecamere. Depalma: «Autodenunciatevi, i carabinieri sono già sulle vostre tracce»

Attualità
Giovinazzo lunedì 18 febbraio 2019
di La Redazione
Scritte spray su Palazzo Vescovile
Scritte spray su Palazzo Vescovile © GiovinazzoLive.it

Scritte con la vernice spray sono apparse tra sabato e domenica scorsa su muri del Palazzo Vescovile di Giovinazzo. Si tratta di almeno sei iscrizioni tra slogan "Giovinazzo Weed (un termine che nello slang inglese significa erba, cannabis)", "La porcheria", acronimi o forse tag (la firma che usano i writer) che sono stati eseguiti sulla parte retrostante del palazzo, quello che si affaccia sul porto, non distante dalla passerella che collega piazzale Aeronautica Militare a via Marco Polo.

L'episodio, che sembra molto simile alle scritte comparse sulla parete della Cattedrale di Trani, non è l’unico che si verifica nel borgo antico: graffiti simili, forse vergati dalla stessa mano, sono comparsi nei presso dell’arco Cattese. Dellaccaduto si stanno occupando i carabinieri che stanno già passando al setaccio le immagini registrate da alcune telecamere di videosorveglianza installate nei paraggi. Stando alle prime indiscrezioni, le forze dell’ordine avrebbero già identificato due minorenni.

«È singolare che lo scempio commesso a Giovinazzo si sia verificato a poche ore di distanza dallo scempio della Cattedrale di Trani - commenta in una nota il sindaco Tommaso Depalma -. È evidente che l’idiozia umana viaggia alla velocità della luce e che bisognerebbe anche interrogarsi sullo spirito emulativo che possono scatenare alcune notizie. Mi auguro che gli sfregi finiscano qui e che non colpiscano altre meraviglie della nostra terra. Ma se è vero, stando a quanto mi hanno riferito stamani i carabinieri, che sarebbero stati già identificati due minorenni, colgo l’occasione per rivolgermi proprio a loro, e ad eventuali complici, per suggergli di autodenunciarsi per non peggiorare la situazione e perché non vorrei denunciarli. Dimostrassero di voler rimediare all’errore commesso e di avere un briciolo di dignità. E, da genitore di adolescenti, mi rivolgo anche ai genitori i questi ragazzi dicendogli che problemi legati ad un eventuale disagio culturale e sociale possiamo provare a risolverli parlandone. Mettiamoci insieme, da genitori e cittadini, per ripulire non solo le scritte da un punto di vista grafico ma anche, e soprattutto, per eliminare quei segni più profondi che lasciano nelle nostre coscienze».


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