La nota

La polemica sui Pta. Michele Sollecito: «Bavaro non continui a confondere le idee ai cittadini»

La controreplica dell'assessore: «Ad oggi incluse nei Pta solo le ex strutture ospedaliere. L'amministrazione non ha perso nessun treno»

Attualità
Giovinazzo lunedì 03 dicembre 2018
di La Redazione
La vicenda dei Pta
La vicenda dei Pta © Nc

Non si placa la polemica sui Punti territoriali di assistenza. Dopo la replica di Nico Bavaro è la volta di Michele Sollecito. «Il segretario Bavaro - scrive l'assessore Sollecito in una nota - cita la delibera della giunta regionale del 12 giugno 2018 che ha approvato lo schema di regolamento dei Presidi Territoriali di Assistenza (Pta). Nell’allegato regolamento si legge testualmente: "Possono costituirsi come PTA esclusivamente le strutture derivanti dalla riconversione delle strutture ospedaliere". Più in basso nello stesso articolo si legge il passaggio citato dal segretario Bavaro che però voglio riportare integralmente e non monco come ha fatto il segretario: «In una seconda fase, le AA.SS.LL. potranno proporre alla Regione la istituzione di nuovi Presidi sulla base delle evidenze epidemiologiche e del fabbisogno sanitario del territorio di riferimento adeguatamente giustificato dai proponenti". Cosa si evince da questa lettura? Che ad oggi vengono riconvertiti in Pta solo ex strutture ospedaliere; che “in una seconda fase” significa un futuro indefinito così come “potranno” sta a indicare una possibilità esclusivamente futura. In definitiva l’esordio di Bavaro in riferimento all’ennesimo “treno perduto” è ormai inconfutabilmente errato come si evince anche dalla foto del regolamento dei Pta che per dirimere ogni dubbio qui allego. Il segretario parla al passato “treno perduto” quando gli atti regionali parlano di ipotesi a venire. L’amministrazione comunale non ha “chiuso nessuna porta” perché questa ipotetica seconda fase non è stata ancora aperta. Pochi giorni fa, infatti, la giunta regionale ha confermato come Pta le 33 strutture già contenute nell’allegato della delibera di giunta del 12 giugno 2018 ossia le uniche che da regolamento vigente nella fase attuale hanno i requisiti per diventare Pta».

GIOVINAZZO NON È STATA ESCLUSA «Ne deduciamo - prosegue Sollecito - che Giovinazzo non è stata esclusa da nessuna scelta semplicemente perché non aveva una struttura ospedaliera da riconvertire. Bavaro quindi non continui a confondere le idee ai cittadini: sebbene il suo intento di guardare con serietà al tema sanità sia apprezzabile non posso che censurare affermazioni che non corrispondono al vero giusto per attaccare l’amministrazione comunale peraltro in modo improprio. È bene infine rilevare che da anni si ragiona al potenziamento dei servizi territoriali, i nuovi Pta avranno funzioni importanti come day service medico, day service chirurgico, centro dialisi territoriale, centri di medicina fetale, diagnostica per immagini: tutti servizi che necessitano di strutture adeguate come è facile intuire. Ed è anche facile intuire perché ad oggi diventano Pta solo ex strutture ospedaliere. Ecco perché ribadisco che la nostra strategia deve partire dal basso, far ristrutturare al più presto gli edifici di via Papa Giovanni XXIII (Poliambulatorio) e realizzare la Casa della Salute in via ten. Devenuto. Senza strutture adeguate non potranno esserci servizi sanitari e nemmeno “candidature” di idoneità per un futuro PTA tant’è che il segretario Bavaro nella sua replica si è guardato bene di indicarci quale struttura avrebbe proposto oggi come potenziale PTA a Giovinazzo immediatamente fruibile.

LA SANITÀ «Sul resto delle affermazioni di Bavaro - conclude Sollecito - sui disagi dei pazienti voglio solo ricordare alcuni brevi passaggi: che la sanità è competenza regionale; che il ridimensionamento dell’assistenza sanitaria ospedaliera in termini di posti letto per acuti e, contestualmente il potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale è l’obiettivo dichiarato del Piano di Rientro 2010-2012 della Regione Puglia al fine di “risanare il sistema”. Se ad oggi viviamo situazioni di disagio lo dobbiamo anche ai ritardi che si sono accumulati nel compiere scelte decisive. Ma su questo il segretario sa bene che deve spostare la sua attenzione dall’amministrazione comunale di uno sui 258 Comuni della Puglia e volgerla verso via Capruzzi o via Gentile. Perché chiedere retoricamente ad un assessore comunale dei disagi dei pazienti (che conosciamo benissimo perché il Comune è l’ente di prossimità dei cittadini) mi sa tanto di provocazione. E alle provocazioni non intendo rispondere, la porta è sempre aperta ma solo per costruire un futuro migliore per la nostra città».

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