L'iniziativa

Giornate Fai d'autunno, aperture a Giovinazzo e Molfetta

Sabato 13 e domenica 14 ottobre visite al pozzo 
e 
la
 cisterna 
del
 Casino
 Messere e al "pozzo 
dei
 Mori"
 e 
il
 Palazzo 
Saraceno di Giovinazzo e all'Immacolata, 
fontana 
del 
villaggio di Molfetta

Attualità
Giovinazzo giovedì 11 ottobre 2018
di La Redazione
Giornate Fai d'autunno
Giornate Fai d'autunno © nc

Un
 weekend
 in
 cui
 soffermare
 lo
 sguardo,
 spesso
 sfuggente
 e
 distratto,
 sulle
 bellezze
 poco
 conosciute
 e
 inaccessibili
 del
 nostro
 Paese,
 grazie
 agli
 itinerari
 tematici
 e
 alle
 aperture
 speciali
 proposti
 dal
 Fai –
 Fondo
 Ambiente
 Italiano 
in
 250
 città
 italiane. È questo l'obiettivo delle
 Giornate
 Fai d’Autunno,
 in
 programma
 sabato
 13
 e
 domenica
 14
 ottobre
. Da
 nord
 a
 sud
 della
 Penisola
 l’invito
 è
 quello
 di
 lasciarsi
 sorprendere
 dalla
 ricchezza
 del
 patrimonio
 diffuso
 italiano,
 scoprendo
 660
 luoghi
 in
 tutte
 le
 regioni. All'appello non mancano Giovinazzo e Molfetta che, grazie ai volontari del gruppo locale di Giovinazzo con
 l’ausilio
 di
 20
 studenti
 del Liceo
 classico
 e
 scientifico
 “Matteo
 Spinelli”, accompagneranno
 i
 visitatori
 in
 tre
 siti.

Il tema 
comune 
sarà: 
l'acqua 
come
 diritto 
prima 
che
 bisogno. Nelle
 società
 urbane
 preumanistiche - si legge in una nota -
 gli
 abitanti
 dotavano
 le
 loro
 case
 e
 i
 loro quartieri
 di
 una
 raccolta
 e
 riserva
 d'acqua
 per
 garantirsi
 questo
 diritto.
 Nelle nostre
 moderne
 democrazie 
questo
 diritto 
viene
 garantito
 sul
 piano 
civile 
con 
gli acquedotti
 pubblici
 sul
 modello
 dei
r omani.
 Da 
qui 
la
 presenza 
nei
 palazzi
 storici e
 nei
 quartieri
 di
 vere
 di
 pozzo
 comuni
 e
 o
 di
 cisterne
 pubbliche
 per
 il
 prelievo dell'acqua.


Il
 pozzo 
e 
la
 cisterna 
del
 Casino
 Messere

(Casino
 Messere,
 Contrada 
Torre
 S.
Matteo

. Sabato
 13 ottobre dalle 9
 alle 
17 
(SS
16
 Giovinazzo
‐Santo
Spirito)

Il
 pozzo
 con
 la
 cisterna
 e
 il
 sistema
 di
 condotta
 delle
 acque
 assicuravano
 in
 passato,
 prima
 dell’arrivo
 dell’Aqp,
 il
 benessere
 alle
 famiglie
 che
 abitavano
 il
 Casino,
ora 
noto 
come 
Casino
 Messere.
 Di
 antica
 costruzione,
 il
 complesso
 che
 si
 trova
 percorrendo
 la
 strada
 adriatica
 consolare
 “Giovinazzo‐S.Spirito”,
 apparteneva
 alla
 nobile
 famiglia
 calabra
 De
 Martinis,
 come
 
testimoniato
 dallo
 stemma 

sull’arco
 d’ingresso. 
Nel
 1831
 la 
famiglia 
Messere, 
entrando 
in 
possesso
 di
 una
 metà
 del
 Casino,
 dovette
 affrontare
 il
 problema
 di
 gestione
 idrica
 della
 cisterna
 con
 la
 famiglia
 Marziani
 proprietaria
 dell’altra
 metà
 del
 Casino.
 Organizzata
 attorno
 a
 un
 cortile
 la
 struttura,
 ampliata
 e
 trasformata
 in
 villa
 a
 partire
 dal
 1851
 dal
 sig.
 M.
 Messere
 divenutone
 proprietario,
 presenta
 un
 edificio
 a
 due
 piani
 che
 ingloba
 una
 antica
 torre,
 un
 porticato
 e
 un
 ballatoio
 ideati
 nel
 1868 
da 
F.
Messere,
 per
 collegare 
la 
residenza 
con 
il 
lamione 
e 
l’antica
 cappella.


Il
 "pozzo 
dei
 Mori"
 e 
il
 Palazzo 
Saraceno

(Palazzo 
Saraceno, 
Giovinazzo, 
centro
antico, 
via
 Gelso 
29. Domenica
 14 ottobre dalle 
9 alle 19,30)

Il
 pozzo,
 nel
 giardino
 pensile
 del
 Palazzo
 Saraceno,
 con
 la
 vera
 poligonale
 decorata
 in
 bassorilievo
 da
 quattro
 teste
 di
 mori
 (saraceni),
 celebra
 l'episodio
 della
 famiglia
 Da
 Girifalco
 che
 assunse
 il
 nome
 dei
 Saraceno
 allorquando
 un
 esponente
 della
 casata
 riuscì
 a
 debellare
 un
 guerriero
 saraceno.
 La
 presenza
 delle
 teste
 dei
 mori
 si
 ritrova,
 oltre
 che
 negli
 stemmi
 della
 famiglia,
 anche
 nell'apparato 
decorativo.
 Costruito 
tra 
i l
XV 
e 
XVI 
sec 
il 
Palazzo, 
con 
decorazioni
 e
 stilemi
 di
 chiara
 influenza
 catalana,
 è
 una
 delle
 testimonianze
 di
 architettura
 palaziale
 rinascimentale
 che
 si
 caratterizza
 oltre
 per
 la
 fascia
 basamentale
 in
 bugnato,
 per
 la
 presenza
 in
 facciata
 di
 epigrafi
 intimidatorie,
 ammonimento
 per
 chiunque
 volesse
 nuocere
 la
 famiglia
 Saraceno,
 come
 ad
 esempio
 i
 Paglia,
 il
 cui
 palazzo
 si
 trova
 proprio
 di
 fronte.
 Inoltre,
 la
 presenza
 di
 un'epigrafe
 che
 riporta
 alcuni
 versi
 dell'Inferno 
dantesco 
dimostra
 la 
volontà
 della 
famiglia
 di
 far 
sfoggio
 del 
proprio 
uno
spessore
 culturale.


L’Immacolata, 
fontana 
del 
villaggio

(Chiesa e Cisterna 
Molfetta, 
Piazza
 dell'Immacolata. Domenica
 14 ottobre dalle 
10 alle 19)

Piazza
 Immacolata,
 nel
 cuore
 di
 Molfetta,
 prende
 il
 nome
 dalla
 prospiciente chiesa
 e
 costituisce
 elemento
 di
 cerniera
 fra
 il
 tessuto
 settecentesco
 e l’ottocentesco
 ampliamento.
 Tra
 chiesa
 e
 piazza
 si
 crea
 un
 legame
 non
 solo urbanistico
 e
 architettonico
 ma
 soprattutto
 funzionale.
 Nella
 nostra
 terra assetata,
 dove
 le
 raccolte
 pubbliche
 d’acqua
 rappresentano
 nell’’800
 il
 segno tangibile
 della
 modernità
 e
 dell’applicazione
 dei
 regolamenti
 d’igiene,
 la costruzione
 contestuale
 della
 piazza
 con
 la
 cisterna
 pubblica
 e
 della
 Chiesa dell’Immacolata
 rende
 possibile
 l’utilizzo
 delle
 acque
 provenienti
 dalle coperture
 dell’edificio
 per
 alimentare
 la
 stessa
 cisterna:
 la
 chiesa
 si
 fa
 “fontana del
 villaggio”
 in
 ogni
 senso.
 L’osservazione
 di
 tale
 rapporto
 simbiotico
 ci permette
 di
 dare
 la
 giusta
 attenzione
 ai
 due
 manufatti:
 la
 chiesa
 che
 presenta ancora 
segni
 del
 convogliamento
 dell’acqua 
e 
la
cisterna
 pubblica.
 Nella 
chiesa 
si ammira 
l'organo
 del 
XVI 
sec
olo proveniente 
dalla 
chiesa 
di 
San
Francesco.

Per
 informazioni: 
tel.
02
467615399
 fai.giovinazzo@gmail.com
‐
3395726593
–
3475355606

 www.giornatefai.it

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