L'evento

Cresce l'attesa per il Papa, da Giovinazzo partiranno in 1500. Sveglia all’alba e tanta emozione

I fedeli raggiungeranno Molfetta con bus, treni e anche biciclette. Don Beppe De Ruvo: «Speriamo in una sopresa: l’annuncio della beatificazione di don Tonino»

Attualità
Giovinazzo giovedì 19 aprile 2018
di Nicola Palmiotto
Don Tonino Bello e Papa Francesco
Don Tonino Bello e Papa Francesco © n.c.

Angela e Franco, una coppia di pensionati giovinazzesi, punteranno la loro sveglia alle 3. Alle 4 infatti è prevista la partenza dei primi pullman in direzione Molfetta. Pochi chilometri di strada per un tragitto che sarà carico di emozioni. Nella borsa qualche bottiglietta d'acqua e i panini, ma anche uno sgabello di cartone pressato per provare a riposarsi durante le lunghe ore che li separeranno dall'arrivo di Papa Francesco. La fatica che li attende non li spaventa affatto: «Faremo una levataccia e staremo molte ore in piedi - spiega Franco - ma la voglia di vedere il Papa è tanta. Se non ci fosse questo fervore non credo che sarebbe stato possibile farcela».

Ormai si contano sulle dita di una mano le ore che ci separano dall'arrivo a Molfetta di Papa Francesco, che domani celebrerà la messa in occasione del 25esimo dies natalis di don Tonino Bello. L'emozione è palpabile. «Nei mesi scorsi in parrocchia - prosegue Franco - ci siamo preparati, abbiamo fatto una serie di incontri sulla figura di don Tonino. Ma in questi ultimi giorni i preparativi hanno preso il sopravvento, come è logico che sia, e man mano che si avvicina l'evento cresce l'emozione».

Saranno moltissimi i giovinazzesi che si recheranno nella vicina Molfetta. Don Beppe De Ruvo, vicario foraneo cittadino del vescovo, stima siano almeno 1500, coloro i quali fin dalle prime luci dell’alba saliranno a bordo dei pullman organizzati dalle parrocchie ma anche «treni, biciclette e perfino a piedi», afferrma il parrocco di Sant’Agostino. «La visita di Papa Francesco è prima di tutto un evento storico per la nostra chiesa locale e per la città di Molfetta - assicura don Beppe -. Diocesi e città entrambi testimoni della straordinaria ricchezza della sua persona, unica in tutto, e del suo messaggio che per tanti aspetti ha anticipato nei temi, nella forza e nel l'intensità gli insegnamenti di questo pontefice».

LA SPERANZA «In questi giorni - prosegue il sacerdote - in tanti esprimono pareri e giudizi. Sono molti coloro che sperano, a giusta ragione, che il Papa ci porti da Roma una bella sorpresa, l'annuncio della beatificazione di don Tonino. Anche io ci spero. Ma credo che non sia importante tutto questo. Il processo verso gli altari continuerà a svolgersi secondo le regole della Chiesa e noi continueremo a pregare. Ciò che mi piacerebbe di più è che da questo incontro col Santo Padre la nostra popolazione, nel nome e nel ricordo di don Tonino riceva uno slancio decisivo nel senso della fede e del servizio verso i più fragili che negli ultimi anni vanno aumentando sempre più. Anche in questo don Tonino è stato un precursore. Aveva compreso e ci trasmetteva con forza la sua convinzione: ripartire dagli ultimi. Se i cristiani si mettono sul passo dei poveri si spianeranno la strada per la santità. Cresceranno come persone e costruiranno la comunione nella Chiesa».

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