Scomparso a soli 27 anni, era legatissimo a Giovinazzo

Nel nome di Michele Cea, una fondazione per sostenere i giovani artisti

L'idea di papà Nicola e mamma Lina, che oggi coinvolge già 100 talenti in tutta Italia: «Vogliamo crescere e dare una mano ai giovani»

Attualità
Giovinazzo venerdì 10 novembre 2017
di Nicola Palmiotto
Lina Bavaro e Nicola Cea
Lina Bavaro e Nicola Cea © michelecea.com

Un artista scomparso prematuramente a soli 27 anni. Una coppia di genitori che vuole perpetuare il ricordo del figlio e aiutare i giovani talenti a farsi strada. E così ad agosto scorso è nata ufficialmente la fondazione intitolata alla memoria di Michele Cea, per opera di papà Nicola e mamma Lina Bavaro. «Vogliamo continuare quello che lui aveva intrapreso - spiega Nicola, originario di Grumo ma trapiantato a Milano da ormai 40 anni -. Diamo una mano agli artisti per farsi conoscere».

Un esempio è il Festival di arte contemporanea, organizzato a Giovinazzo ad agosto scorso proprio in collaborazione con la fondazione Michele Cea. Del resto è molto forte il legame tra i Cea e Giovinazzo. Non solo perché mamma Lina qui è nata, ma anche perché Michele in riva all'Adriatico ha sempre trascorso tutte le estati. «Quando dovevamo tornare a Milano lui piangeva sempre, non se ne voleva mai andare», dice Lina sfogliando l’album dei ricordi.

Ma a Michele piaceva dipingere sopra ogni altra cosa. «Era un autodidatta - racconta la signora Lina -. Lui cambiava spesso tipologia, ma in fondo era un concettuale: le sue opere rispecchiano l’individuo nella società moderna per provare a metterne a nudo la personalità. Infatti nei lavori degli ultimi anni dipingeva le tele anche nella parte posteriore, nel tentativo di andare oltre l’apparenza».

Se Michele negli anni è riuscito a farsi strada l’ha fatto a prezzo di tanti sacrifici, anche economici. «Per partecipare a mostre o eventi bisogna pagare - spiega Nicola -. Per un giovane non è facile trovare queste somme. Ma d’altro canto senza questi appuntamenti non ci si fa conoscere». Da qui è nata l’idea di aiutare i giovani artisti, un lavoro che però è partito molto prima della fondazione. «Abbiamo creato la pagina Facebook “Gli amici di Michele Cea” - continua Nicola - Se sei un artista puoi spedire la tua opera. Il critico Massimiliano Porro, seleziona i lavori e scrive una recensione gratuita. In poche settimane abbiamo raggiunto più di 1000 like».

Questa stessa filosofia ha portato alla realizzazione della mostra d’arte contemporanea “Il diritto ad esprimersi”, che si è tenuta lo scorso maggio a Milano, e alle due edizioni del “Premio Michele Cea” (la prima è del 2016). Ma sono stati realizzati anche due cataloghi ed un evento nel capoluogo lombardo in collaborazione con l’associazione “Pugliesi a Milano”, che ha allargato i confini anche alla scultura e alla letteratura. E le cose funzionano, visto che al momento sono più di un centinaio i giovani talenti, provenienti da tutta Italia, che gravitano attorno alla fondazione. «Se la fondazione cresce - afferma con gli occhi carichi di speranza papà Nicola - può dare sostegno non solo agli artisti ma anche dare lavoro ad altri giovani». E Michele di questo non potrebbe che essere felice.

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