Zone economiche speciali

Milioni di euro per le Zes pugliesi, quali i progetti per Giovinazzo?

L’annuncio della Ministra Carfagna: fondi per le zone economiche speciali Ionica e Adriatica

Attualità
Giovinazzo mercoledì 19 gennaio 2022
di Mino Ciocia
Mappa della ZES Adriatica
Mappa della ZES Adriatica © n.c.

L’annuncio è della Ministra per il Sud Mara Carfagna, e se ne può trovare riscontro sul sito del Ministero per le infrastrutture. Alle Zes pugliesi, la Ionica e l’Adriatica, sono stati stanziati complessivamente 191 milioni di euro per il loro maggiore sviluppo. Fondi che sono messi a disposizione dal PNNR a favore della sviluppo del sud. In particolare la Zes Adriatica, la zona economica speciale, che comprende non solo la Puglia ma anche il Molise, i fondi saranno a vantaggio dei porti, abbiano o meno una zona industriale alle spalle e per la logistica. Ovviamente questa Zes comprenderebbe anche Giovinazzo. La città nella prima perimetrazione delle zone economiche speciali, fu inserita essenzialmente per il polo intermodale e di interscambio, quel Giovinazzo Terminal che farebbe gola a molti comparti economici. E che avrebbe potuto avere maggior peso se collegato all’area industriale, tale è ancora secondo il piano regolatore, delle ex Afp, grazie a qual binario di collegamento che ancora insiste nel vecchio siderurgico.

Quello che però non è successo, almeno ufficialmente, è l’espressione concreta dell’amministrazione comunale circa l’interesse verso le possibilità offerte in termini di sviluppo, occupazione, rinascita, di una intera città, ancorata a un passato industriale che diventa sempre più remoto. Nessun input circa la volontà di promuovere il territorio da questo punto di vista, né con la Zes, né con il Consorzio Asi. L’impressione è che Giovinazzo, la sua classe dirigente abbia tutta la voglia di perdere gli ultimi treni che stanno passando, destinando i suoi abitanti a rimanere legati a un palo, costringendo i giovani a migrare in cerca di fortune e che invece quella fortuna potrebbero trovarla a casa loro. Sarebbe sufficiente sentir dire dagli amministratori comunali «ci siamo», invece di continuare a sentir parlare di un sempre più improbabile sviluppo turistico fatto di soli chiringuitos aperti d’estate che offrono, se tutto va bene lavoro stagionale, oppure di una ipotetica mobilità sostenibile che ha solo costi e nessun beneficio.

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