Anpi Giovinazzo

L’Anpi a difesa della Costituzione

Il faro che deve illuminare la rotta della moderna Resistenza

Attualità
Giovinazzo domenica 28 novembre 2021
di Mino Ciocia
L'Anpi di Giovinazzo a congresso
L'Anpi di Giovinazzo a congresso © n.c.

Antifascismo, pace e memoria. Sono questi i temi su cui riflettere, emersi durante l’assemblea per il rinnovo delle cariche sociali dell’Anpi, l’associazione partigiani d’Italia, che è stata anche l’occasione per l’inaugurazione della nuova sede in piazza Vittorio Emanuele. Inaugurazione a cui sono intervenute numerose associazioni presenti sul territorio, partiti politici e organizzazioni sindacali.

Tre parole come ha concluso il presidente provinciale dell’Anpi, Nicola Signorile, per tre diversi temi che però convergono sulla necessità di difendere la Costituzione Italiana e soprattutto sulla sua completa applicazione. «Gli attacchi alla Costituzione – ha affermato – sono quotidiani. Basta seguire le cronache per rendersi conto di quanto la politica, o parte di essa tenti in tutti i modi di derogare ai suoi articoli». Non ultimo il tentativo di far passare il Presidenzialismo, sia esso «leggero» o «di fatto», come fattore determinante per le scelte cruciali del Paese.

Ma tornando a quelle che potremmo definire come parole chiave emerse dall’incontro, in primo luogo c’è l’antifascismo. Sicuramente non è più quello che con la Resistenza ha combattuto il regime totalitario italiano. «Antifascismo – ha affermato Signorile – è oggi antirazzismo, è antimafia». In un Continente, quello europeo, che nel ventesimo secolo ha visto la nascita e l’affermazione dei regimi totalitari, i rigurgiti del nazifascismo sono diventati di drammatica attualità. «Basti pensare agli assalti recenti, durante le manifestazioni dei non vax, dei no green pass, alla sede sindacale della Cgil a Roma – ha sottolineato Signorile - e poi gli stranieri additati prima come importatori di malattie ormai debellate nei nostri Paesi e adesso come untori per il Covid 19. Per non parlare della corruzione che ancora condiziona lo sviluppo e le scelte politiche che mirano al benessere di tutti. In questo caso la Costituzione sarebbe un faro da seguire ma che troppo spesso rimane spento».

Conservare la memoria per non ripetere gli errori del passato. È l’altro tema sollevato da più parti durante i lavori della sezione giovinazzese dell’Anpi. «Quale memoria? – ha chiesto Signorile – Quella condivisa, come troppo spesso di dice? Ma condivisa con chi? Con quelle forze politiche che oggi si dichiarano nazionaliste? No, la memoria non può essere condivisa se non fa perno sui valori che la Costituzione ci suggerisce».

Infine la pace. Auspicata ma disattesa. «L’Italia ripudia la guerra» è scritto nella Costituzione, ma siamo un Paese che produce armamenti e che partecipa alle così dette missioni internazionali. «Siamo il quarto Paese produttore di armamenti – ha affermato Signorile – ma le guerre oggi non si combattono più, o solo, con le armi. Si combattono anche con altri mezzi. Quanto sta succedendo ai confini tra la Polonia e la Bielorussia lo dimostra. In quel caso sono gli idranti a essere usati come armi per fermare quelle migrazioni di massa di cui anche noi ne siamo causa. Con lo sfruttamento dei territori da cui quelle moltitudini di persone arrivano. Drammi che si svolgono nell’indifferenza generale. E poi l’Italia è stata ed è presente in molti conflitti in corso nelle aree di crisi del pianeta. Anche in questo caso, disattendendo i dettati Costituzionali».

C’è quindi ancora bisogno dell’Anpi? Evidentemente si. La Resistenza è un valore attuale. È ancora la difesa della Patria, «non solo intesa come suolo – ha concluso Signorile – ma come difesa della Costituzione. Perché la nostra Patria è la Costituzione Italiana».

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I commenti degli utenti
  • Annalisa L. ha scritto il 29 novembre 2021 alle 11:20 :

    La difesa della Costituzione non è solo antifascismo visto che in questi momenti di Covid ci sono state ingiustificate violazioni dei diritti costituzionali. E su quelle violazioni l'Anpi non mi pare abbia alzato troppo la voce. Rispondi a Annalisa L.