Comunicato del Mef sulla remissione senza sanzioni e interessi

Cartelle e Irap, continua lo stop

Questo dovrebbe essere l'ultimo rinvio

Attualità
Giovinazzo domenica 02 maggio 2021
di La Redazione
Tasse edilizia
Tasse edilizia © n.c.

Confermato dal ministero dell’Economia il termine al 30 settembre per il pagamento del primo acconto Irap, ed allungamento di un mese per il congelamento della riscossione che ad oggi fermava fino al 31 maggio il pagamento delle cartelle e gli atti del Fisco fin qui bloccati dalle regole emergenziali.

Da giugno, nei piani del governo, gli invii dovrebbero ripartire, ma con criteri selettivi per evitare di colpire nella fase delicata della ripartenza le attività economiche più colpite dalla crisi.

Come d’abitudine, il comunicato del Mef che ferma i versamenti dell’Irap è arrivato a poche ore dalla scadenza.

In questo secondo caso l’esigenza di una comunicazione ministeriale è stata più politica che tecnica. Perché l’amministrazione finanziaria non ha bisogno di comunicati stampa per evitare di far ripartire le cartelle lunedì prossimo. Ma la politica ha avuto il bisogno di intestarsi l’annuncio del nuovo intervento salva-debitori. Quando è presumibile che una quota non irrilevante delle aziende interessate abbia ormai definito il pagamento. Con non pochi problemi determinati dalle difficoltà di calcolo sugli sforamenti dei limiti agli aiuti di Stato, modificati più volte in corso d’opera.

Questa volta, però, almeno secondo il programma attuale dell’esecutivo Draghi, dovrebbe essere l’ultima. L’idea è infatti quella di riavviare gradualmente la macchina a partire da maggio, quando però la notifica degli atti sarebbe rivolta solo alle partite Iva che non hanno subito perdite considerate rilevanti. Il parametro potrebbe essere fissato nell’ormai consueta soglia del 30% di calo di fatturato, seguendo le indicazioni del Temporary Framework. Esclusi dalla sospensione, sempre da maggio, sarebbero poi i lavoratori dipendenti pubblici e privati che fin qui hanno ricevuto le stesse tutele fiscali degli autonomi. Il meccanismo in due tappe con lo stop generalizzato di un mese abbraccia ancora una volta anche i pignoramenti di stipendi e pensioni. E viene sospeso per un altro mese l’obbligo di verifica sulla fedeltà fiscale delle imprese che le Pa devono effettuare prima di liquidare fatture dai 5mila euro in su.

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