Zona rossa

Emiliano scrive a Speranza: «Consideri alcune riaperture anche per la Puglia»

La pressione sugli ospedali però è ancora alta, la morsa del virus è ancora forte

Attualità
Giovinazzo mercoledì 21 aprile 2021
di Mino Ciocia
Puglia in zona rossa
Puglia in zona rossa © Regione Puglia

La Puglia, insieme alla Val d’Aosta rimarranno in zona rossa fino al 30 aprile. «Fatta salva una nuova classificazione» recita l’ordinanza del Ministro della Salute, Roberto Speranza. Ossia, se i parametri dovessero migliorare, anche dalla prossima settimana la Regione potrebbe cambiare colore. Ma, ad oggi i parametri dicono che gli ospedali sono saturi, che le terapie intensive sono occupate a ben oltre la soglia di sicurezza che è del 30percento. È vero, c’è un calo di contagi, migliora l’Rt, migliora l’incidenza, il rischio è diventato moderato, c’è ottimismo, insomma. 

Eppure la lettera che il presidente Michele Emiliano ha voluto inviare al Ministro Speranza, ad oggi appare paradossale. Emiliano chiede a Speranza di considerare anche per la Puglia alcune riaperture dal 26 aprile. «Perché, dopo 6 settimane di zona rossa, ci sono focolai di tensione alimentati dalle difficoltà economiche». È come dire al Ministro, non importa la situazione epidemiologica in Puglia, l’importante è riaprire per calmare gli animi. 

Ancora una volta l’economia prevale sulla salute. Ancora una volta sembrano solo capricci quelli di chi decide di usare misure anche forti per contenere il contagio. Emiliano dimentica che rappresentando la massima istituzione pugliese, ben altro avrebbe potuto fare per evitare una così grande circolazione del virus. Imponendo comportamenti più consoni al momento, per esempio. Invitando i sindaci a controlli più serrati. Perché se il virus ancora circola è responsabilità di tutti. Non succede per caso. 

A differenza del primo lockdown, con le zone rosse i controlli sono stati assai blandi, per non dire del tutto assenti. Altro che autocertificazioni, chi le ha mai controllate? E gli assembramenti, chi li ha mai sciolti? Ne abbiamo viste di immagini passare sulle reti televisive in queste sei settimane. Negozi chiusi ma strade e piazze piene. Ora, chiedere di considerare le aperture anche alle nostre latitudini, che senso ha? Vedremo a fine settimana, con i nuovi dati, cosa è cambiato. Ad oggi non c’è ancora molto di che essere ottimisti. 

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