È stata inaugurata sabato scorso negli presso l’Atelier Anforah a Giovinazzo la mostra di Marco Biscardi

Non curismo: la provocazione dell’arte

L'esposizione sarà visitabile fino a sabato 24 agosto, tutti i giorni dalle 19:00 alle 23:00.

Cultura
Giovinazzo martedì 06 agosto 2013
di La Redazione
Biscardi e Mignacca durante l'inaugurazione
Biscardi e Mignacca durante l'inaugurazione © n.c.

È stata inaugurata sabato 3 agosto negli spazi dell’Atelier Anforah a Giovinazzo la mostra “Non Curismo” di Marco Biscardi.

A presentare l’artista Francesco Mignacca, professore di storia dell’arte, che ha guidato i presenti alla scoperta delle opere, partendo dalle principali fonti di ispirazione di Marco: street art, dripping, action painting, pratiche artistiche che hanno segnato il passo dell’arte negli ultimi decenni del ‘900. «Marco non usa solo tele ma anche materiali poveri, come carta e cartone - ha affermato Mignacca - e porta in galleria elementi provenienti dalla strada». «In un periodo di grande crisi economica, dobbiamo essere più forti e non rinunciare a fare ciò che ci fa star bene, per nessun motivo al mondo», aggiunge l'artista, che ha trovato rifugio nei cartoni in un periodo in cui non poteva permettersi molte tele ma non voleva rinunciare al desiderio di dipingere.

Nelle opere esposte, caratterizzate da diverse tecniche, emerge una forte contaminazione tra soggetti, temi e materiali. Dalla fame nel mondo della serie Africa Pac-man alla città vista con occhi diversi di Be Romantic, dalla difficile convivenza tra lavoro, benessere, salute, natura e progresso evidenziata in Linee della società al flusso continuo della vita e del corso della storia in Linee ininterrotte.

«Questa società impone ritmi troppo veloci, forti, coinvolgenti - sottolinea ancora Mignacca - per cui diventa sempre più difficile fare le cose a regola d’arte». Ed è proprio dalla necessità di tornare a fare le cose con cura, che nasce il "Non Curismo". «È un periodo in cui tutto viene fatto in fretta e senza seguire una linea corretta. Senza il sapere, senza quella passione e quell’esperienza che hanno contraddistinto le gloriose generazioni passate. Tutto è lasciato al caso», scrive Marco nel manifesto sul Non Curismo, che si chiude con una provocazione: «I quadri Non Curisti presentano spesso imperfezioni e deficienze. La tecnica non è delle migliori. Chi li ha fatti, non ha avuto cura nel realizzarli. Come gli è stato insegnato dal mondo in cui vive».

La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino a sabato 24 agosto, tutti i giorni dalle 19:00 alle 23:00.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • lorenzo chiatti ha scritto il 03 settembre 2013 alle 21:59 :

    mi piace questo artista...mi piace ciò che realizza...e soprattutto mi piace come ragiona! Rispondi a lorenzo chiatti

  • valeria brogli ha scritto il 12 agosto 2013 alle 11:20 :

    quanta invidia traspare da certi commenti!!! 2 giorni fa ho visitato la mostra....e devo dire che è stupenda! non avevo mai visto niente di simile in puglia Rispondi a valeria brogli

  • Rosa G ha scritto il 09 agosto 2013 alle 15:17 :

    ’Action painting’: how you do, express comes first. Well done Marco! Rispondi a Rosa G

  • amartgallery amartgallery ha scritto il 08 agosto 2013 alle 10:30 :

    Cosa fa per cambiarlo? Per proporsi in maniera adeguata? Quindi si inserisce nel non curismo...quindi gli sta a pennello...quindi perchè critica questo atteggiamento del mondo contemporaneo se non interviene in maniera propositiva e non solo critica....????? Rispondi a amartgallery amartgallery

  • MOVIMENTO CITTADINO PER GIOVINAZZO ha scritto il 08 agosto 2013 alle 07:13 :

    La concezione negativa dell’arte, per Platone, consisteva nel ritenerla "una copia (ndr mimesi) del mondo sensibile, il quale, a sua volta, è una copia delle idee", insomma una sorta di copia della copia della verità che allontanerebbe, a suo dire, lo spirito dell’uomo dalle idee, spingendolo verso le cose del mondo sensibile (falsità e corruzione dell’arte). Ma questo è un’altro discorso che, pur se gradito, esulava dal mio post. Così sia. Fanizzi Rispondi a MOVIMENTO CITTADINO PER GIOVINAZZO

  • vincam . ha scritto il 07 agosto 2013 alle 16:07 :

    Attenzione a non confondere l’avvocato difensore con il pubblico ministero ! Proprio Platone affermava che l’arte non può essere una forma di conoscenza, ma anzi la riteneva irrazionale ( paura dell’irrazionale,appunto), diseducativa e persino distruttrice. Il tentativo da parte dell’artista di ricondurla alla ragione, di spiegarcela attraverso bislacche analisi sociologiche niente hanno a che vedere con l’arte. Amen. Rispondi a vincam .

  • MOVIMENTO CITTADINO PER GIOVINAZZO ha scritto il 07 agosto 2013 alle 05:46 :

    Trovo giusto che l’artista esprima, anche, col “verbo”, le emozioni che lo hanno portato a dipingere un determinato quadro, evocando i propri rapporti mente ed opera (psiche e fisica) che, altrimenti resterebbero occulti, all’osservatore, dietro la tela. La teoria dell’immedesimazione, per spiegare l’emozione, di fronte ad un’opera d’arte, d’altronde, non è certo una novità, se già Platone usava il termine "mimesi" anche per riferirsi alla creazione artistica.Fanizzi Rispondi a MOVIMENTO CITTADINO PER GIOVINAZZO

  • vincam . ha scritto il 06 agosto 2013 alle 15:23 :

    L’arte parla da sè, senza mediazione della parola. E per l’artista parlano le sue opere. Tanto basti. Ogni altra parola finisce per impoverila e ingabbiarla. L’arte è per sua natura libera. L’esigenza di catalogarla, di definirne le caratteristiche, di assegnarle un ambito, nasce dalla nostra paura dell’irrazionale. Ciascuno però ha diritto di fare i conti con sè stesso, la sua psiche, le sue emozioni e le sue paure, liberamente. L’artista se ne tenga fuori, o le sue parole finiranno con ammazzare la sua arte. Rispondi a vincam .