Inaugurazione sabato 3 agosto

In mostra il “Non curismo” di Marco Biscardi

Il giovane artista, cresciuto tra Bari e Giovinazzo, formatosi tra Roma, Firenze, Los Angeles e New York, propone attraverso i suoi quadri un'amara lettura dei nostri tempi

Cultura
Giovinazzo sabato 27 luglio 2013
di La Redazione
Marco Biscardi
Marco Biscardi © Photo Daniele Met

La mostra d’arte contemporanea di Marco Biscardi, giovane artista cresciuto tra Bari e Giovinazzo, formatosi tra Roma, Firenze, Los Angeles e New York, si terrà a Giovinazzo negli spazi dell’Atelier Anforah (in via Cattedrale 14) e sarà inaugurata sabato 3 agosto 2013 alle ore 20.

Dal titolo “Non curismo”, la personale dell'artista consta di diverse opere ispirate al mondo reale ed arricchite dalla ricerca e dalla sperimentazione costanti. Potete trovare qualche dettaglio in più su Marco Biscardi nell'intervista pubblicata sul nostro portale a giugno in cui lo stesso artista ci ha parlato delle sue opere e del suo rapporto con la città di Giovinazzo.

Il nome scelto per la mostra , “Non curismo”, trova origine da alcune considerazioni che Marco presenta nel manifesto introduttivo al catalogo: «È un periodo in cui tutto viene fatto in fretta e senza seguire una linea corretta. Senza il sapere, senza quella passione e quell’esperienza che hanno contraddistinto le gloriose generazioni passate. Tutto è lasciato al caso. Anche l’apprendimento è superficiale».

Marco Biscardi continua: «Nei quadri NON CURISTI ci sono anche allusioni e citazioni storico-letterarie, in quanto gli abitanti del mondo attuale tendono a pavoneggiarsi di pseudo conoscenze apprese qua e là o per semplice sentito dire. … queste conoscenze fanno acqua da tutte le parti; spesso vengono confuse idee e frasi storiche. Qualcuno può attribuire così ad Einstein una frase che è stata di Keplero. C’è il terribile rischio di modificare la storia».

In mostra saranno esposte le opere - realizzate con diverse tecniche (stencil spray, tecnica mista, acrilico, tempera, spray) e su diversi supporti (dalla tela al compensato, dal cartone agli oggetti veri e propri, come ad esempio la televisione) - suddivise in più sezioni: Africa Pac-man (L’Africa ha fame), un invito a riflettere sull’Africa vista sotto le sembianze di Pac-Man, il famoso personaggio dei videogiochi che inseguiva i pezzi di formaggio in preda alla fame, mentre strani nemici cercavano di impedirglielo a tutti i costi.

Strizza l’occhio alla street art (forma d’arte su cui Marco ha focalizzato l’interesse negli ultimi tempi esplorando idee e luoghi diversi) la sezione Be Romantic che vede protagonista, nei posti peggiori della città (come ad esempio i cassonetti della spazzatura), una rosa rossa.

In Linee della società ogni linea rappresenta un aspetto del mondo (ambiente, lavoro, progresso, benessere, denaro, salute, natura) che sembra convivere, camminando a braccetto con gli altri, in realtà i diversi aspetti non s'incroceranno mai poiché uno esclude l'altro.

Vi siete mai chiesti cosa sarebbe successo ai capolavori della storia se avessero fatto parte dell'arte di strada? Marco Biscardi si è posto questa domanda ed ha agito, dando vita a La storia a murales.

In un periodo in cui non poteva permettersi molte tele, Marco Biscardi ha trovato rifugio nei cartoni, tanto era forte il desiderio di dipingere. La sezione Cartone è un invito ad essere forti e a non rinunciare a fare ciò che ci fa star bene in un periodo di grande crisi economica.

Al corso della vita e della storia, che si trasformano istante dopo istante si spira la sezione Linee ininterrotte, dove i soggetti sono disegnati con continuità, senza mai interrompere la linea, senza mai staccare il pennarello dalla tela.

Nella sezione Tele rientrano diverse opere, una riflessione sui più svariati temi e sul nostro modo di vedere le cose: l’arte, gli stili di vita, l’amore, la società, la guerra, la tecnologia e i mezzi di comunicazione.

La mostra è arricchita anche da una sezione dedicata alla fotografia: Foto - Uno sguardo all’America, dove strade, paesaggi e soggetti totalmente originali sono stati catturati dall’obbiettivo dell’artista che li ha modificati senza usare Photoshop ma regolando semplicemente contrasti e saturazione, in modo da creare una specie di fumetto.

“Non curismo” vuole essere un momento di riflessione sul mondo in cui viviamo: “I quadri NON CURISTI presentano spesso imperfezioni e deficienze. La tecnica non è delle migliori. Chi li ha fatti, non ha avuto cura nel realizzarli. Come gli è stato insegnato dal mondo in cui vive”, chiude il manifesto firmato da Marco Biscardi.

La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino a sabato 24 agosto, tutti i giorni dalle 19:00 alle 23:00.

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I commenti degli utenti
  • dalila mecca ha scritto il 12 settembre 2013 alle 13:47 :

    ho letto tanti articoli su questo ragazzo ma ancora non ho visto una gran bella intervista dedicata a lui...fossi in voi ci penserei. Credo che abbia una mente piuttosto contorta (in senso buono) dalla quale potreste fare emergere cose interessantissime Rispondi a dalila mecca

  • luca rebbi ha scritto il 02 settembre 2013 alle 22:36 :

    secondo me sto qua è un genio Rispondi a luca rebbi

  • mario delvivo ha scritto il 13 agosto 2013 alle 18:07 :

    Purtroppo vincam scorge solo un aspetto del "non curismo". Secondo l’artista e da quanto si legge nell’articolo sopra, il "non curismo" è "un periodo in cui tutto viene fatto in fretta e senza seguire una linea corretta" Difficile non dare ragione all’artista su questo, basta guardrsi intorno e vedere quanta approssimazione c’è in giro. Per il resto il confronto con il passato credo voglia essere una provocazione. Rispondi a mario delvivo

  • vincenzo cattaneo ha scritto il 12 agosto 2013 alle 10:27 :

    stai dando dell’ignorante all’artista in questione? Rispondi a vincenzo cattaneo

  • vincam . ha scritto il 27 luglio 2013 alle 10:30 :

    Da notare che la stessa espressione "non curismo" è molto "non curista". Aggiungerei che l’analisi sociologica avanzata dall’artista, che vede contrapposta l’attuale generazione, superficiale e ignorante, alle " gloriose generazioni passate", addirittura "contraddistinte dal sapere, dalla passione e dall’esperienza", è anch’essa abbastanza "non curista". Nel passato la cultura apparteneva ad una élite ristretta, mentre gran parte delle "generazioni gloriose" era analfabeta. L’attuale generazione non è più ignorante, semplicemente gli ignoranti hanno adesso gli strumenti mediatici per farsi sentire, senza "curismo", appunto! Rispondi a vincam .