Strage di polpi: «Colpa dei pescatori di frodo»

Cresce la preoccupazione a Giovinazzo per la moria dei molluschi. Si indaga anche sulla mucillagine: «Quest'anno non è in superficie, ma è depositata sui fondali». Scagionata l'alga tossica

Cronaca
Giovinazzo mercoledì 24 agosto 2011
di Cristiano Marti *
© GiovinazzoLive.it

«Per la cattura dei polpi si utilizzano sempre più spesso prodotti chimici. Siamo convinti che sia stata questa la causa che ha provocato la moria dei molluschi sabato scorso».

Inizia a far discutere il caso di Giovinazzo. Soprattutto dopo l'allarme lanciato da Pasquale Salvemini ex coordinatore regionale del WWF Italia, secondo il quale dietro la morte delle decine di molluschi ci sarebbero i pescatori di frodo.

Tutto è cominciato sabato scorso quando un gruppo di bagnanti a Giovinazzo, nel tratto di spiaggia comunemente chiamato Trincea (nella foto), ha allertato la Guardia Costiera dopo aver trovato decine di polpi morti sul fondale marino.

Immediato l'allarme, con il prelievo a campione delle acque per capire quali siano state le cause della morte dei molluschi.

Le prime ipotesi hanno riguardato l'alga tossica, la cui presenza era stata segnalata da diversi bagnanti nella zona intorno a Giovinazzo. Ma gli investigatori, a seguito dai controlli effettuati dall'Arpa Puglia, hanno escluso che sia stata questa la causa della moria.

Anche perché, come sottolinea Lawrence Jemmett, veterinario della Azienda Sanitaria Locale di Bari, «la cosiddetta ostreopsis ovata è presente in tutta la costa. Per questo sarebbe improbabile attribuirne l'effetto letale sui molluschi in un solo tratto di mare».

«Al momento è difficile stabilire una causa per ciò che è successo - spiegano dall'Ufficio Locale Marittimo di Giovinazzo -. Non possiamo parlare nemmeno di batteri o di tossine, perché le acque sono campionate di frequente anche se abbiamo avuto dai pescatori della zona diverse segnalazioni sulla presenza di mucillagini nel fondale marino».

Un fenomeno che, spiegano gli stessi agenti, fino all'anno scorso si era verificato solo in superficie. Si potrebbe allora attribuire all'inquinamento del fondale l'episodio di sabato scorso?

Sul punto Pasquale Salvemini avanza un'altra ipotesi: «Per la cattura dei polpi, l'uso di agenti chimici è in aumento. Sempre più spesso si utilizzano fitofarmaci. Prodotti utilizzati soprattutto in agricoltura, che vengono disciolti in acqua per stanare i molluschi».

Una tecnica, spiega l'ambientalista, che oltre ad arrecare danni all'uomo, risulterebbe fatale per la flora marina. Soprattutto per l'uso smodato che ne viene fatto.

Sarebbe questa, dunque, l'ipotesi più plausibile rispetto al caso di Giovinazzo.

Come confermato anche da Lawrence Jemmett: «Dietro l'episodio della Trincea è molto probabile che ci siano i pescatori di frodo. Che per la pesca dei molluschi utilizzano in particolare solfato di rame, che attira i polpi fuori dagli scogli. È possibile quindi che i pescatori siano riusciti a pescarne qualcuno, mentre altri esemplari siano morti avvelenati».

«Quella dei cacciatori di frodo è un'ipotesi che andrebbe provata», spiega Mauro Sasso, consigliere regionale WWF. Il quale, però, non nega la forte presenza di agenti chimici nelle acque pugliesi.

Un dato di fatto che porterebbe ad allargare il discorso ai diversi episodi che nelle acque dell'Adriatico hanno allarmato gli ambientalisti.

«Indicativo - riflette Mauro Sasso - è il caso dei delfini spiaggiati. Da febbraio a luglio sono più di trenta gli esemplari morti che abbiamo ritrovato sulle rive di Trani, Bisceglie, Molfetta, fino a Santo Spirito e Mola di Bari».

«Diverse sono anche le segnalazioni che riceviamo sulla mucillagine che infesta le acque di Bisceglie e Giovinazzo. Per questo - termina - non escludo che la presenza di agenti chimici sia talmente forte da destabilizzare l'ecosistema. Un presenza che inizia ad essere fatale alla fauna marina».

* Fonte: la Repubblica.

Lascia il tuo commento
commenti