Lo strano caso dei polpi morti

La scoperta fatta dai subacquei della Scubacquarium, indaga l'Ufficio Locale Marittimo

Cronaca
Giovinazzo sabato 20 agosto 2011
di La Redazione
© GiovinazzoLive.it

La segnalazione parla di una vera moria di polpi sulla costa nord di Giovinazzo. Almeno venti piccoli molluschi adagiati sul fondale vicino alla riva, portati fin lì dalle correnti marine, secondo la denuncia dei subacquei della Scubacquarium.

Gli stessi che, stamane, hanno allertato anche l'Ufficio Locale Marittimo per un sopralluogo lungo la spiaggia nota come Trincea (nella foto). Anche perché il fenomeno è tutt’altro che frequente, per fortuna.

Cosa sia successo, poi, sulla spiaggia nord di Giovinazzo, è un mistero, nonostante i sub dell'associazione di Francesco Sblano, di polpi morti, ne hanno avvistati a decine.

«Sono polpi di dimensioni medio-piccole - hanno affermato i sub - le cui carcasse le ritroviamo adagiate sui fondali al largo, ma neanche tanto distanti dalla riva, in quel tratto di mare che è tra i più frequentati dai bagnanti giovinazzesi».

Le carcasse, almeno 20, «le abbiamo consegnate all'equipaggio di una motovedetta che ci ha raggiunti sul luogo del ritrovamento». I militari giovinazzesi, dal canto loro, hanno anche effettuato un’analisi a campione delle acque per capire cosa abbia ucciso i piccoli animali.

Nei giorni scorsi Giovinazzo è stata una delle città in cui era segnalata la presenza dell’alga tossica, che provoca leggeri e momentanei problemi respiratori. Ma gli investigatori escludono che ad uccidere i polpi sia stata l’alga.

«È possibile - ipotizzano i soci della Scubacquarium - che proprio l'innalzamento delle temperature del mare, lo stesso fenomeno che sta facendo proliferare l'alga tossica, sia alla base di quella che potrebbe essere definita una strage di polpi».

A conferma di ciò raccontano di come i fondali nella seconda metà di agosto cambiano di colore. Proprio in concomitanza non solo della fioritura della ostreopsis ovata, ma anche di altre alghe fino a non molti anni fa sconosciute nei nostri mari.

«Fino a tutto luglio - continuano - i nostri fondali erano bianchi. Da qualche settimana il loro colore è diventato marrone e gli effetti si notano anche in superficie. È probabile che quelle alghe tolgano ossigeno all'acqua facendo così morire i polpi più piccoli».

Potrebbe anche trattarsi, secondo le prime ipotesi, dell'inquinamento da iprite di quel tratto di mare intorno a Torre Gavetone dove rimangono ancora adagiati numerosi ordigni esplosivi del secondo conflitto mondiale.

Oppure, ultima teoria, alla base di questa anomala moria di polpi potrebbe esserci un altro batterio o una nuova tossina presente in quel tratto di costa, probabilmente non nociva per l’uomo. Saranno gli approfonditi accertamenti sui molluschi e sull’acqua a chiarire l’improvvisa moria.

Insomma a questo punto non si esclude nulla. Per ora, però, non resta che vigilare.

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