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08 febbraio 2010
Riceviamo e Pubblichiamo

Il ricordo di Depalma: «Ho perso un amico fraterno»

Il presidente vicario pugliese della Federazione Ciclistica Italiana piange la scomparsa di Franco Ballerini: «È andato via in quella maledetta curva»

di La Redazione

Tommaso Depalma non sta mai fermo, neanche adesso. Cerca di consolare, ma non riesci a consolarlo.

Neanche a poche ore dal decesso dell'amico Franco Ballerini (nella foto), morto in un incidente avvenuto ieri mattina alle ore 08.45 nella zona di Larciano, in provincia di Pistoia, dove stava partecipando ad un rally.

Il condottiero della Nazionale, grande appassionato di auto, faceva il navigatore al pilota toscano Alessandro Ciardi: per motivi ancora da chiarire, la loro auto, una Renault New Clio Sport R3, è uscita di strada e si è schiantata frontalmente su un muro, ribaltandosi.

I soccorsi sono stati immediati, perché una postazione di soccorso della Misericordia era a 50 metri dal luogo dell'incidente.

Le condizioni del c.t. italiano sono apparse subito disperate, in quanto l'impatto è avvenuto dal suo lato: per 45 minuti i sanitari hanno cercato di rianimarlo, poi hanno deciso di portarlo all'ospedale di Pistoia, ma ormai era clinicamente morto.

Secondo il referto dei medici, nell’impatto Franco Ballerini ha riportato gravi lesioni cerebrali, fratture alla base cranica, al torace e alla gamba sinistra.

La tragica notizia ha raggiunto, a Giovinazzo, il vice presidente vicario della F.C.I. pugliese, Tommaso Depalma che sabato aveva consegnato proprio a Franco Ballerini una letterina scritta da una bambina del quartiere San Paolo di Bari.

«Io non so cosa ci fosse scritto in quella letterina - dice Tommaso Depalma rivolgendosi a "Ballero" - spero che tu abbia fatto in tempo a leggerla e ad esserne felice. È la prova provata di quanto hai inciso sui nostri ragazzi».

«Caro Franco - scrive il vice presidente regionale della F.C.I. - stavolta ci hai sorpresi tutti. Non ci hai staccati su di un lungo rettilineo lastricato di pietre come facevi nelle tue leggendarie Parigi - Roubaix, ma ci hai lasciati in curva.

Perchè non ci hai aspettato, come facesti con Doclous Lassale nel 1993. Forse avevi paura che ti avremmo giocato qualche brutto scherzo sul traguardo come fece il francese ?

No, Franco, lo sapevi che di noi ti potevi fidare. Specialmente di noi pugliesi e baresi in particolare, che per te stravedavamo.

La scuola di ciclismo del San Paolo di Bari, l’abbiamo intitolata a te, perchè ti dissi che noi "avevamo bisogno dell’esempio di grandi uomini e non di grandi campioni".

E ti ricordi quando scherzando ti dissi "la scuola te la dedichiamo in vita, così è un modo per allungartela...".

Se ripenso a quella frase, rimango ancora più sconvolto. Spero mi perdonerai, ma mai avrei immaginato di anticipare una tragedia così grande.

E che dire del nostro ultimo incontro ventiquattrore prima dell’incidente.

Ti ho dato quella letterina sigillata della bambina del San Paolo, che pur non avendoti visto mai correre, ti adorava e ti voleva bene. E come lei tanti altri e noi tutti ti adoravamo e ti volevamo bene.

Io non so cosa ci fosse scritto in quella letterina, spero che tu abbia fatto in tempo a leggerla e ad esserne felice. È la prova provata di quanto hai inciso sui nostri ragazzi.

Stavamo già pianificando il tuo arrivo a Giovinazzo, a Bari e nel circondario, il 18 maggio, il giorno del Giro d'Italia a Bitonto.

Tu saresti stato il "premio" a tutti quei bambini che si apprestano a partecipare al Pinocchio in Bicicletta. Mi avevi detto che saresti arrivato la sera prima "così le scuole le visiteremo tutte...".

Ora Franco io come faccio. Sei andato via in quella maledetta curva! Ma io ho fede, so che mi aiuterai ancora e non mi abbandonerai.

Come hai aiutato Luca Mongelli e mamma Tina, te lo ricordi. Planasti qui con tua moglie Sabrina il giorno dopo il tuo quarantaquattresimo compleanno.

Volesti essere prima accompagnato da Padre Pio, perchè volevi ringraziarlo per il tuo Matteo, che guariva a passi da gigante.

Poi andammo insieme da Luca, mi ricordo come gli parlavi e lui che voleva stare con te e non lasciarti più. Che fatica per convincerlo a lasciarci andare. Gli dicesti che un giorno avreste fatto un... giro in bici insieme.

E poi la U.I.S.P., la premiazione, il tuo intervento sul palco. La maglia iridata di Paolo Bettini in dono e tu che spiegavi che prima di vincerla una grande corsa, bisogna imparare a perderla...

Ora tu ci hai fatto perdere tutti, perchè sei scappato in curva, ma impareremo la lezione, ci ricorderemo di tutto quanto ci hai insegnato e lo trasferiremo ai ragazzi nelle scuole.

E allora vinceremo, noi con te, perchè tu sarai sempre il nostro commissario tecnico.

Il migliore, il più vincente che la storia del ciclismo (e credo dello sport italiano) abbia mai avuto. Nessuno ha la tua media di successi.

Per questo, ho deciso che oggi inizierò i primi incontri nelle scuole con i bambini. Non verrò a trovarti ora. Ci sarà senz’altro tanta ipocrisia intorno a te. Verrò da te quando nessuno... ci disturberà.

Preferisco parlare di te a quei bambini, raccontandogli della festa che avremmo fatto insieme, partendo dalla fine e non dall’inizio. Dalla fine di un uomo buono, di un campione per bene e di un amico fraterno.

Sono felice perchè tutte le cose che ci andava di raccontarci ce le siamo sempre dette. E non solo di ciclismo, quindi ora il mio impegno sarà diffondere i tanti tuoi messaggi che mi hai regalato.

La farò per me, per te e sopratutto per i tanti ragazzi che meritano di conoscere il vero "Ballero" quello della Roubaix, quello della dolcezza, quello della vera amicizia.

Ciao Frank, riposa in pace. Amici per sempre, Tom».

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1 commenti per questo articolo
postato da eroemascherato
15 febbraio 2010 @ 13.02
il suo miglior sogno, quello di realizzare i ragazzi e di stare vicino a chi soffre, deve essere ora il tuo obiettivo tom, devi farlo per lui e per i tuoi progetti. Trova la forza nei tuoi amici.
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Immagini
Franco Ballerini a Giovinazzo

Nella galleria fotografica di GiovinazzoLive.it, in esclusiva, le immagini dell'ultima apparizione di Franco Ballerini a Giovinazzo nell'ambito della manifestazione Ciclismo e Sport svoltasi nella scuola elementare San Giovanni Bosco.

Correva l'anno 2003. Buon tuffo nel passato...

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