di Nicola Miccione
L’Afp Giovinazzo voleva una notte speciale. Per dimenticare Seregno, esordire bene davanti agli occhi mondiali di Rai Sport Satellite e prepararsi senza affanni alla trasferta di Lodi. E la notte speciale la compagine di Antonio Scioli se l' è regalata, con una vittoria di prestigio sui cugini dell’Hockey Club Molfetta, anche se prima del contestato (e ripetuto) tiro libero di Cirilli per un po' le tante luci della squadra di Pino Marzella hanno trovato un po' di buio. È stata la partita del sesto uomo in campo, osannato dal suo speaker e impreziosito dai vertici regionali (Nichi Vendola e Guglielmo Minervini, ndr) e da un torcida biancoverde ritornata in curva a sostenere, davvero in maniera incessante, la formazione adriatica. O il firmamento dell’hockey meridionale, fate voi. Ma è stata anche la partita di Antonio Dagostino, autentico mattatore del derby. E di Uri Bargallò, l’insuperabile numero undici. Ovvero colui che ha tenuto a galla l’Afp Giovinazzo dagli attacchi degli ospiti. Che, all’inizio, con Vianna, l’ex Cirilli e Ambrosio, hanno impensierito un po’ troppo la retroguardia locale. Ma il cuore del Molfetta, scortato in viale Aldo Moro da un centinaio di tifosi biancorossi, non basta. A far urlare i 2.000 e passa sostenitori di fede biancoverde ci pensa Gimenez che infila Puzzella e corre ad esultare sotto la curva di casa. Il palo Bertran scuote i boys dell’ex biancoverde Nino Caricato. Che, quando Ambrosio supera Bargallò, esulta per l’1-1 che fa surriscaldare il settore ospiti. A far abbassare la cresta ai biancorossi ci pensa un volitivo Ranieri (peccato che la pallina si stampi sulla traversa, ndr), mentre Puzzella ferma dapprima Illuzzi e poi Gimenez, su tiro libero. Dall’altra parte Ambrosio, anch’esso su tiro libero, spara l’ultima cartuccia della prima metà di gara, ma Bargallò dice di no. Al riposo è 1-1. Al rientro in campo è Dagostino a siglare il nuovo sorpasso biancoverde, mentre Bargallò chiude ancora lo specchio a Bertran. Il 3-1 (il centro che ipoteca il successo conclusivo) è ancora di Dagostino su invito a nozze di Depalma e con la complicità di Vianna. L’ultimo tocco è proprio dell’argentino. Ma la rete, perdonateci la rima, è tutta di Dagostino. Il vero mastino. Che, indiavolato più che mai, colpisce anche la traversa, mentre Vianna e Illuzzi si beccano un giustissimo blu. In quattro contro quattro la palombella di Gimenez su tiro libero finisce alta. Il Molfetta ha l’occasione per rientrare in gara. Cirilli è un giocatore importante e, in un momento decisivo, si prende una responsabilità enorme. La palla è nel sacco. È 3-2. Ma gli arbitri non sono d’accordo. È tutto da rifare. Cirilli riparte, ma questa volta Bargallò abbassa la saracinesca. E chiude il derby. A doppia mandata. Anche perchè Piscitelli sbaglia un penalty e Cirilli, che si becca un blu, non le manda certamente a dire. E, indemoniato come non mai, urla il proprio disappunto ad una telecamera di Rai Sport Sat. È qui che il Molfetta cola a picco. E gli afecionados biancorossi ammainano le proprie bandiere. L’Afp Giovinazzo acquista fiducia. E scava il solco. Lo fa con Gimenez e Depalma che colpiscono la traversa. E con un attacco che trova azioni insperate e continui miracoli di Puzzella a difendere la propria porta. Il Molfetta non molla, nonostante tutto. E Bargallò è ancora decisivo in almeno un paio di occasioni. La paura, a quattro minuti dall’epilogo, la scaccia Dagostino, mentre Bargallò preserva il successo. Del resto, il marchio sulla vittoria dell’Afp Giovinazzo è proprio il loro.