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​Vito Renna «Il 2018 è per noi un anno di festeggiamenti, lo sport è lo specchio della vita»

Il presidente del circolo tennis racconta la stagione che segna il 45esimo anno di vita del club giovinazzese

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Giovinazzo martedì 17 aprile 2018
di Savio Magrone
Vito Renna
Vito Renna © Nc

Dopo i festeggiamenti per il 45esimo anno di attività, il circolo tennis Marcello Renna è pronto a ripartire. Il presidente Vito Renna traccia a grandi linee il programma e le varie attività che caratterizzeranno la stagione del club di via Tenente Piscitelli. Tanti tornei, numerose iniziative e un sano divertimento affinchè il tennis giovinazzese continui ad essere uno dei principali riferimenti a livello regionale e nazionale.

Presidente Renna. Si è appena concluso il tesseramento per la stagione 2018. Può tracciare un bilancio finale?

«Il tesseramento del 2018, che si sta concludendo in questi giorni, sta ottenendo un buon risultato. Abbiamo avviato la nostra stagione con una serata svoltasi all'hotel San Martin e successivamente replicata presso la nostra struttura, ringraziando i nostri soci per la partecipazione e il costante supporto che hanno fornito in questi anni considerando che il 2018 segna l'anniversario del nostro 45esimo anno di attività. Attualmente, ci attestiamo intorno ai 100 tesserati, con una discreta adesione proveniente dai paesi limitrofi e questo risultato ci inorgoglisce perchè rappresenta il frutto del servizio offerto».

Il 2017 è stato un anno saturo di rinnovamenti, con nuovi innesti nella struttura di via Tenente Piscitelli. Come valuta l'inserimento dei nuovi effettivi all'interno dello staff tecnico?

«L'anno appena trascorso è stato molto importante per noi perchè abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulla scuola tennis con l'obiettivo di creare un solido gruppo giovinazzese, con la presenza di esperti del settore come il maestro Nino Leali e l'istruttore di secondo grado Vincenzo Sarcina dopo la sua avventura decennale al circolo tennis di Molfetta. Oltre loro, è molto importante citare anche il professor Michele Digiaro, che ha ripreso l'attività con noi in qualità di preparatore atletico, e chiaramente è doveroso ricordare la presenza dell'insostituibile direttore Corrado di Giovanni e dell'istruttore di primo grado Vittorio de Bari. Per chiudere il cerchio, rammento la conferma del maestro nazionale, nonchè direttore della scuola tennis, Raimondo d'Innella».

Quali saranno le attività che caratterizzeranno questa annata?

«Proprio nelle serate menzionate in precedenza, abbiamo deciso, in collaborazione con i nostri soci, di intraprendere una serie di attività che si incentrano in ambiti extra-tennistici, spaziando dal sociale alla cultura, dalla musica al divertimento collettivo. Relativamente all'ambito sportivo, annoveriamo sicuramente il torneo cittadino "Memorial Mimmo de Bari" a Giugno, la "Coppa Marcello Renna" che è diventato un torneo open nazionale di seconda categoria e la decima edizione del "Memorial Vito Renna" riservato ai giovani allievi. Tuttavia, stiamo già realizzando numerose iniziative, come ad esempio la rassegna musicale in terrazza e altre attività di carattere mondano che si svolgeranno in estate. Infine, il circolo tennis collabora anche con la "Primavera Musicale", strettamente legata alle associazioni musicali giovinazzesi e l'ultimo concerto di questa rassegna si terrà proprio sulla nostra terrazza».

Il campionato a squadre inizia a breve. Quali sono gli obiettivi di questa stagione?

«Nel campionato a squadre di D2 quest'anno inseriremo le prestazioni del nostro istruttore di secondo grado, il maestro Vincenzo Sarcina che coadiuverà la vecchia squadra composta da Vito Renna, Giovanni Patimo e Domenico Girolamodibari. Tuttavia, cercheremo di inserire alcune giovani leve che stanno crescendo proprio sui nostri campi e l'obiettivo principale è di innalzare il livello di gioco espresso nelle precedenti annate».

Il circolo Renna è spesso impegnato in iniziative che eludono dall'ambito prettamente sportivo, come ad esempio il sostegno all'associazione Agebeo. Qual è il significato di tali eventi ed essi sono importanti per la vita sociale del circolo?

«Abbiamo un legame molto stretto con l'associazione Agebeo, con la quale spesso facciamo lotterie di Natale e Pasqua ed altre iniziative molto interessanti. Abbiamo sposato questo progetto circa due anni fa ed esso rappresenta un significativo momento di aggregazione, come confermato dalla costante presenza dei nostri soci. Il villaggio dell'accoglienza dei bambini malati di leucemia è già in fase di costruzione in quel di Bari e noi, come circolo, vogliamo continuare a collaborare nel sociale».

Il tennis nostrano sta vivendo un buon momento sul piano internazionale, con numerosi giovani che si stanno affacciando su palcoscenici importanti. Quale pensa sia il futuro del tennis italiano?

«Sicuramente il tennis in Italia sta crescendo a vista d'occhio ed i buoni risultati ottenuti dai nostri atleti non sono certamente frutto del caso. Si sta lavorando molto dal punto di vista comunicativo, infatti il canale Supertennis ha dato un'impronta abbastanza evidente nella crescita del movimento. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di lavorare molto all'interno delle scuole con un progetto federale denominato "Racchette di classe" che avvicina i ragazzi al mondo del tennis già dalla scuola primaria. Alcuni giovani tennisti italiani si stanno affermando sul piano internazione ed il nostro dovere professionale è quello di accompagnarli nel loro percorso di crescita».

Tuttavia, il numero dei sedentari, soprattutto giovani, è ancora piuttosto elevato...

«L'invito da fare a coloro i quali non si sono ancora affacciati allo sport è quello di avvicinarsi al mondo del tennis con gioia e divertimento. Sicuramente lo sport è lo specchio della vita perchè i comportamenti che si hanno nel campo del tennis sono spesso simili a quelli assunti nella vita sociale, quindi il tennis è uno sport che insegna disciplina ed è molto importante dal punto di vista mentale. Dopo lo studio, i ragazzi hanno la necessità di muoversi e divertirsi e per questo invito i ragazzi, e soprattutto i loro genitori, ad approcciarsi in modo corretto allo sport e al tennis».

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