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Il consiglio comunale dice no al Ceta, la soddisfazione di Forza Giovinazzo

L'accordo commerciale Ue-Canada. I consiglieri forzisti: «Non è questa l'Europa che vogliamo»

Politica
Giovinazzo giovedì 07 dicembre 2017
di La Redazione
I consiglieri Antonella Marzella e Ruggero Iannone di Forza Giovinazzo
I consiglieri Antonella Marzella e Ruggero Iannone di Forza Giovinazzo © Facebook

A febbraio 2017 il Parlamento europeo ha approvato il Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement). Si tratta di un accordo fra Europa e Canada che elimina le tariffe doganali e contiene regole comuni su investimenti, finanza, professioni e brevetti. Nell'ultimo consiglio comunale, su proposta del gruppo Forza Giovinazzo, è stato deliberato all'unanimità un ordine del giorno nel quale si chiede a Governo e Regione di non adottare il trattato in questione.

IL NO AL CETA «Il trattato - scrive Forza Giovinazzo in una nota in cui esprime soddisfazione per l'esito della delibera consiliare - non piace a molte associazioni del comparto agricolo e ambientaliste, per la evidente disparità fra i due mercati (oltre 700 milioni di persone dell’Ue, a fronte dei 20 milioni del Canada) e perché elimina tutti quei paletti sulla sicurezza alimentare che finora hanno tutelato i nostri consumatori. Ma soprattutto, il Ceta rappresenta un pericolo per le nostre produzioni dal momento che, per definire un prodotto Made in Italy, non servirà più la materia prima italiana ma basterà impacchettarlo in Italia. Contro il Ceta e le sue potenziali “conseguenze nefaste per il comparto agroalimentare pugliese” si è schierato il Consiglio comunale di Giovinazzo che, su iniziativa del gruppo Forza Giovinazzo, ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno in cui chiede “al Governo nazionale e alla Regione Puglia di evitare che l’Italia adotti un trattato lesivo delle prerogative economiche del nostro Paese, oltre che pericoloso per la salute umana, animale e dell’ambiente”, e di “intervenire in sede comunitaria e nazionale per ottenere una riapertura dei negoziati, ridefinendo le principali clausole di quest’accordo».

Il Ceta – sottolinea il documento presentato dai consiglieri azzurri di Forza Giovinazzo Ruggiero Iannone e Antonella Marzella, con l’assessore Gaetano Depalo – recepisce per intero principi e norme giuridiche dell’ordinamento canadese, che aiuterebbero le multinazionali e le grandi imprese locali con conseguenze nefaste sull’agricoltura italiana. Non solo il comparto agricolo e zootecnico canadese ha un’impostazione metodologica diversa da quella italiana, ma le norme dell’Ordinamento canadese sono improntate su un modello aziendale di grandi dimensioni, lontano anni luce dalle nostre piccole e medie aziende agricole. Inoltre, i colossi canadesi utilizzano prodotti fitosanitari dannosi per la salute e vietati dalla normativa europea già da 20 anni, come il glifosato, l’acido solforico, l’acefato e altre sostanze.

«Negli allegati al trattato - sostengono i consiglieri azzurri - sono riconosciute appena 41 Indicazioni Geografiche a fronte di 288 IGP e DOP registrate nel nostro Paese, con la conseguente perdita di tutela per le rimanenti 247 non inserite nel Trattato. Altro che tutela del Made in Italy. Non è questa l’Europa che vogliamo».

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