di La Redazione
Sono stati sorpresi mentre all’interno di una ditta stavano caricando su alcuni furgoni capi di abbigliamento per bambini e per questo sono finiti in carcere. Tra loro anche il magazziniere dell’azienda.
È accaduto questa notte a Terlizzi, dove i Carabinieri della locale Tenenza, con la collaborazione dei colleghi della Compagnia di Molfetta, delle vicine Stazioni di Giovinazzo e Bitonto e di personale di un istituto di vigilanza privata di Ruvo di Puglia, hanno tratto in arresto, con l’accusa di tentato furto aggravato, quattro uomini.
Il 36enne bitontino Oronzo Migliore, il 29enne F.M. e il 19enne N.R.. Il 25enne bitontino Stefano Pino, invece, dovrà difendersi dall’accusa di favoreggiamento.
Tutto ha avuto inizio poco dopo la mezzanotte, quando è giunta una telefonata sul 112 da parte di personale dell’istituto di vigilanza, per un tentativo di furto in atto presso un’azienda, non meglio indicata, lungo la strada provinciale tra Terlizzi e Mariotto.
I vigilantes, infatti, stavano captando con i loro apparati radio alcune comunicazioni tra un gruppo di persone che segnalavano ogni movimento di pattuglie delle forze dell’ordine in transito da quella zona.
Dalle stesse comunicazioni, inoltre, si percepiva anche la presenza di individui, verosimilmente presenti all’interno della ditta, che caricavano merce su alcuni furgoni.
Il sopraggiungere di diverse pattuglie dell’Arma sul luogo consentiva di individuare la ditta presa di mira dai malviventi, i quali si davano a precipitosa fuga per i campi, abbandonando nel piazzale dell’azienda due furgoni carichi di capi abbigliamento già pronti a partire.
La tempestiva cinturazione della zona effettuata dalle gazzelle dell’Arma, consentiva in poco tempo di localizzare i malfattori, i quali, ignari di essere intercettati via radio, continuavano a comunicare le loro posizioni ai complici a bordo di alcune auto, al fine di poter essere "prelevati" e dileguarsi definitivamente.
La prima auto ad essere intercettata, sul ponte per Mariotto, è stata una Volkswagen Passat con un individuo a bordo, il quale, alla vista di una pattuglia dell’Arma, ha invertito la marcia nel tentativo di far perdere le proprie tracce, venendo bloccato dopo alcune centinaia di metri, non prima di aver speronato un mezzo delle guardie giurate.
La perquisizione del conducente, identificato nel 19enne, ha consentito il ritrovamento di una radio ricetrasmittente accesa, sottoposta a sequestro.
Sempre in quella zona, invece, è stata intercettata una Fiat Regata con due giovani a bordo, i quali, accortosi delle auto dell’Arma, hanno tentato la fuga, immettendosi nella vicina strada provinciale 231, dove però sono stati bloccati.
A bordo del mezzo i militari hanno trovato il 36enne, con i vestiti bagnati e sporchi di terra, tra l’altro riconosciuto dagli operanti in uno dei malviventi visto fuggire dall’interno della ditta e il 25enne, con gli abiti asciutti.
Quest’ultimo, infatti, è l’unico a non dover rispondere dell’incursione nella ditta, ma di aver cercato, con le proprie dichiarazioni, di creare un alibi al proprio amico.
Una terza autovettura, infine, è stata bloccata lungo la complanare della strada provinciale 231.
A bordo della stessa, gli operanti hanno identificato un uomo, riconosciuto come dipendente della stessa ditta, il quale presentava anch’egli abiti e scarpe sporchi di terra.
Tratti in arresto, i quattro, sono stati associati presso la casa circondariale di Trani, mentre la refurtiva è stata interamente recuperata.